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POESIA DI UN HACKER
"Oggi ho fatto una scoperta, ho trovato un computer. Aspetta un attimo, che figo, fa quello che voglio che faccia.
Se fa un errore e' perché sono io che ho combinato un guaio, non perché
non gli piaccio... E poi e' successo.
Si e' aperta una porta sul mondo... correndo attraverso le linee telefoniche come l'eroina nelle vene di un drogato.
Viene mandato fuori un impulso elettronico, viene cercato un rifugio dalle incompetenze quotidiane...
si trova un bullettin board. Qui ... e' questa la mia patria... qui conosco tutti... anche se non li ho mai incontrati,
non ho mai parlato con loro, e magari non li sentirò mai più... vi conosco tutti... questo ora e' il nostro mondo...
il mondo dell'elettrone e del commutatore, la bellezza del baud. Facciamo uso di un servizio già esistente
senza pagare per quello che potrebbe essere a buon prezzo come l'acqua se non fosse gestito da avidi
profittatori. E voi ci chiamate criminali. Noi esploriamo... e voi ci chiamate criminali. Noi cerchiamo la
conoscenza... e voi ci chiamate criminali. Noi esistiamo senza colore della pelle, senza nazionalità senza
pregiudizi religiosi... e voi ci chiamate criminali. Voi costruite bombe atomiche, dichiarate guerre, uccidete,
spergiurate e ci mentite e cercate di farci credere che e' per il nostro bene, eppure siamo noi i criminali.
Si, io sono un criminale. La mia colpa e' quella della curiosità, la mia colpa e' quella di giudicare la gente
in base a quello che dice e che pensa, non in base al suo aspetto.
La mia colpa e' quello di essere più furbo di voi e, per questo, non potrete mai perdonarmi".
"La coscienza di un hacker"
di The Mentor
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