| e-Mule
- p2p file sharing
Scaricare tanto e velocemente, questo quello che si ottiene con e-Mule! Guida completa al programma del momento per la condivisione
peer-to-peer.
Quando si tratta di recensire un programma famoso come e-Mule non si sa mai da dove partire: qualche indicazione sulla storia del programma oppure saltare subito alla guida? Me come è possibile capirne il funzionamento senza sapere su quali principi è basato? Partiamo quindi dall’inizio di e-Mule ovvero da...
e-Donkey. Il "mulo elettronico" (e-Mule) è infatti un figlio diretto e opensource di un altro equino, "asino elettronico"
(e-Donkey), un programma commerciale che negli ultimi due anni aveva riscosso un notevole successo, prima di essere abbandonato dal proprio ideatore, che ora cura un nuovo progetto chiamato
Overnet: proprio per non perdere quel enorme bacino di utenza che si era creato attorno alla rete e-Donkey è stato creato e-Mule, che, basandosi sullo stesso protocollo, interagisce con la rete originale in modo del tutto trasparente.
I pregi di e-mule sono davvero tanti: innanzitutto supporta il download da più fonti contemporaneamente, innalzando la velocità di download globale, non contiene pubblicità, né
spyware, rende disponibili una enorme quantità di file anche in lingua italiana, utilizza un avanzato algoritmo per recuperare i file corrotti, offre il resume automatico, la gestione delle priorità, un avanzato sistema di ricerca, un efficiente sistema anti-leecher e premette di settare da vicino una fitta serie di opzioni che consentono di adattare il programma alle proprie esigenze.
"Il mulo", come lo si definisce negli ambienti italiani ad esso dedicati, non è però esente da problemi di vario tipo, fra cui spiccano una certa instabilità, che sta gradualmente scemando con il procedere delle versioni, una notevole difficoltà iniziale che scoraggia gli utenti alle prime armi e la necessità di collegarsi ad un server centrale per poter condividere materiale.
Come ogni progetto opensource dagli alti consensi, dalla versione ufficiale di e-Mule sono nati poi tanti progetti paralleli, chiamati
"mod", abbreviazione di "modification": come è facile intuire, le mod si basano sullo stesso core (la base del programma) della versione ufficiale, ma aggiungono nuove funzionalità e opzioni.
Il funzionamento di base del programma non è niente di innovativo: per condividere è necessario collegarsi ad un server centrale, che può essere di due tipi, cioè
"static" o "dynamic": gli "static" sono server che mantengono sempre lo stesso indirizzo
ip, e possono essere raggiunti direttamente. I dinamici variano saltuariamente il proprio indirizzo, per cui è necessario un ulteriore terzo servizio che si incarichi di mantenere traccia di tutti questi cambiamenti. Non preoccupatevi se per il momento sembra tutto abbastanza oscuro, le cose si chiariranno mentre procediamo nell’esplorazione del programma.
Sito Ufficiale e-Mule Italia
Come per ogni programma, la prima cosa da fare è scaricarlo sul proprio disco fisso: possiamo ottenere una copia di e-Mule dal sito ufficiale:
il file che ci interessa si chiama "Binaries v..." e clicchiamo su
"link". Estraiamo l’archivio in una directory e avviamo per la prima volta
emule.exe, che subito ci segnalerà la mancanza di alcuni file, e si offrirà crearli. Rispondiamo positivamente, annulliamo il wizard che si presenta e dopo di che chiudiamo immediatamente il programma. Come dicevamo poco sopra, è necessario inserire una lista di server
"static": apriamo con blocco note il file "configstaticservers.dat" che si trova nella directory di e-Mule e sostituiamo il suo contenuto con quello di questo box:
--------------------------------------------------------------------------------
#########################################
# Static Servers File
# input only one server per line
#
# Format: Server IP or Hostname, Port, Server Name
# Example:
# 120.120.120.120:4661,ServerName
# myserver.yi.org:4662,Testserver2
#
# Comment lines begin with # or /
80.180.91.237:6161,Ziomik Italy Server
lordbye.orgdns.org:4661,Lordbye Server
grez.no-ip.info:4661,Grez Server
gordonserver.no-ip.org:4661,Gordon Server
chospo.no-ip.org:4661,Chospo Server
ackronic.no-ip.info:4661,AcKroNiC Server
keiske.no-ip.info:21014,Keiske Server
xlove.kicks-ass.org:21014,X_Love Server
masterelle.no-ip.info:21014,Masterelle Server
kinotto.no-ip.info:21014,Kinotto Server
zerocoolserver.no-ip.info:21014,Zero Cool Server
provienserver.redirectme.net:21014,Provien Server
gigimix.zapto.org:21014,Gigimix Server
superfico.no-ip.org:21014,DelPiero86 Server
ziobaffo.no-ip.info:21014,ZioBaffo Server
213.156.54.136:50002,Mowto Server
23.255.160.73:50002,Mowto Fastweb
adunanza.homeip.net:2002,AdunanzA Fastweb
195.112.128.222:6667,AdaNET
194.97.40.162:4242,Silent-Bob
195.245.244.243:4661,Razorback
66.111.54.190:4224,Portal Pirata
66.111.39.20:4242,Emule Server No3
207.44.206.27:4242,Emule Server No1
207.44.222.47:4661,Emule Server No2
64.157.43.149:700,AnimeReactor Server #3
207.44.200.52:4242,ProbenPrinz.de (YADS1)
207.44.222.51:4242,ProbenPrinz.de (YADS2)
207.44.222.54:4242,ProbenPrinz.de (YADS3)
193.111.198.137:4242,ProbenPrinz.de (DS-No1)
193.111.198.138:4242,ProbenPrinz.de (DS-No2)
193.111.198.139:4242,ProbenPrinz.de (DS-No3)
blacksounds2.servemp3.com:4665,BlackSounds Server
lordbye.orgdns.org:4661,Lordbye Server
grez.no-ip.info:4661,Grez Server
gordonserver.no-ip.org:4661,Gordon Server
chospo.no-ip.org:4661,Chospo Server
ackronic.no-ip.info:4661,AcKroNiC Server
keiske.no-ip.info:21014,Keiske Server
masterelle.no-ip.info:21014,Masterelle Server
kinotto.no-ip.info:21014,Kinotto Server
zerocoolserver.no-ip.info:21014,Zero Cool Server
provienserver.redirectme.net:21014,Provien Server
gigimix.zapto.org:21014,Gigimix Server
superfico.no-ip.org:21014,DelPiero86 Server
ziobaffo.no-ip.info:21014,ZioBaffo Server
213.156.54.136:50002,Mowto Server
23.255.160.73:50002,Mowto Fastweb
adunanza.homeip.net:2002,AdunanzA Fastweb
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Apriamo allo stesso modo "configadresses.dat" e inseriamo una lista di indirizzi da cui è possibile prelevare la lista degli indirizzi dinamici.
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http://www.esel-paradies.de/server/server.met
http://donkey.garaschn.de/server.met
http://www.srv1000.com/x1/server.met
http://ocbmaurice.dyndns.org/pl/slist.pl/server.met?download/server-max.met
Molto bene, ora che il programma è configurato con gli indirizzi giusti, apriamo di nuovo e-Mule e configuriamone le varie opzioni.
La schermata "generale" è molto intuitiva e permette di settare alcune opzioni che possono essere settate a seconda delle esigenze personali. L’unica nota consiste nel "community
string", ovvero la necessità di inserire dopo il proprio soprannome il suffisso
[ITA]: se non lo farete, alcuni server potrebbero impedirvi l’accesso. Attenzione che, al contrario di
DirectConnect, il community string deve essere messo dopo e non prima del nome.
Anche la seconda tabella, aspetto, è molto intuitiva: fra le varie opzioni, vi segnalo "minimizza a
trayicon" che permette di ridurre a icona nella traybar invece che sulla task e "risparmio cpu e memoria" da spuntare in caso di macchine abbastanza datate.
"Connessione" permette di impostare alcuni parametri relativi alla gestione della vostra banda: impostate secondo la connessione che utilizzate (tra parentesi i valori rispettivamente di "capacità" e "limite"):
Connessione: 56k - Download: (5,0) - Upload: (2,2)
Connessione: 64k (ISDN single) - Download: (8,0) - Upload: (8,6)
Connessione: 128k (ISDN double) - Download: (16,0) - Upload: (16,12)
Connessione: ADSL 256/128k - Download: (32,28) - Upload: (16,14)
Connessione: ADSL 300/128k - Download: (38,34) - Upload: (16,14)
Connessione: ADSL 320/128k - Download: (40,36) - Upload: (16,14)
Connessione: ADSL 512/128k - Download: (64,60) - Upload: (16,14)
Connessione: ADSL 512/256k - Download: (64,60) - Upload: (32,30)
Connessione: ADSL 640/128k - Download: (80,76) - Upload: (16,14)
Connessione: ADSL 768/128k - Download: (96,90) - Upload: (16,14)
Connessione: ADSL 1024/256k - Download: (128,120) - Upload: (32,30)
Connessione: ADSL 1024/512k - Download: (128,120) - Upload: (64,60)
Connessione: FASTWEB 2mbit - Download: (256,2500) - Upload: (64,60)
Connessione: FASTWEB 10mbit - Download: (1280,1200) - Upload: (128,124)
In questo modo otterrete buone prestazioni, e sarete in grado di continuare comunque ad utilizzare la rete per navigare (anche se a velocità sensibilmente ridotta). Non fatevi ingannare dalla limitazione della banda e "fare i furbi" perché, come dicevamo in apertura, e-Mule adotta un efficiente sistema anti
leecher: se non permettete agli altri di scaricare da voi, non potrete scaricare da loro: ll programma adotta infatti un geniale metodo di "scambio crediti/debiti" con gli altri utenti: per ogni quantità che gli altri scaricheranno da voi, voi potrete scaricare dagli altri la stessa quantità. Geniale e altamente funzionante! L’unico problema si ha nei primi tempi: appena istallato il programma infatti non avete crediti verso nessuno, e quindi potrebbe risultare difficoltoso scaricare (o non scaricare per niente): portate pazienza, e soprattutto condividete tutto quello che potete e in pochi giorni le cose andranno molto meglio.
Tornando alla tab "connessione", impostate tutti i parametri come di seguito
[capacita' 32 - 16 °°° limiti 28 - 14 °°° porta del client TCP 4662 - UDP 4672 °°° fonti massime per file limite massimo 300 °°° limiti di connessione connessioni massime 400 (se utilizzate Windows 98/ME impostate i valori di "limite massimo" e "connessioni massime" sottraendo 60 ai valori dell’immagine) ceck su riconnetti se disconnesso]. La scelta di evitare la connessione automatica all’avvio è voluta, e vi permetterà di scegliere con consapevolezza su che server andare.
Proseguendo, troviamo "Proxy", necessario solo se siete dietro una rete LAN, per la configurazione del quale vi consiglio di rivolgervi direttamente al responsabile della rete.
"Server" permette di impostare alcune opzioni relative al collegamento: settatele così ceck su
rimuovi i server inattivi dopo 1
filtra sempre gli IP errati
aggiorna automaticamente la lista server all'arrivo
aggiorna lista server quando ti connetti ad un server
aggiorna lista server quando un client si connette
usa il sistema di priorita'
usa il sistema del LowID alla connesione
Con "cartelle" potrete impostare le directory che desiderate condividere: per i motivi visti sopra, condividete quanto più materiale possibile, assicurandovi però di non rendere visibile materiale riservato. Nella parte alta selezionante rispettivamente la cartella temporanea, per la quale vi consiglio di creare una directory separata da tutto il resto, e dove spostare i file una volta completato il
downlaod.
La tab "file" offre di nuovo alcune impostazioni abbastanza universali, che vi consiglio di settare così
ceck su
a chiunque
I.C.H. attivo
aggiungi i file in download se in pausa
attiva l'autopriorita' per i nuovi file condivisi
dai priorita' auto ai nuovi download
cerca e2Dk links negli appunti
scarica il file in pausa successivo al termine di un DL
crea una copia per l'anteprima
Mediante "notifiche" selezionante se desiderate riprodurre un suono in determinate circostanze: purtroppo non è possibile assegnare un suon diverso ad ogni evento (grossa pecca di questa scheda), e quindi personalmente scelgo di essere avvertito solo quando è portato a termine un
download.
e-Mule integra un dettagliatissimo sistema di statistiche, che potrete customizzare mediante la funzione "aspetto statistiche": scegliete i colori e altri elementi visivi. Con la tab
"irc" poterete usare il vostro muletto per dialogare sui famosi canali di Chat.
La tab "sicurezza", che in realtà contiene opzioni per diminuire la quantità di spam che riceverete sul mulo: inserite le frasi che ricevete nei messaggi spammatori nella finestrella "messaggi".
"Scheduler" e "Webservice" sono due funzioni ancora acerbe, che probabilmente verranno sviluppate nel corso del tempo, e che al momento possono essere ignorate.
"Avanzate" consente invece di risolvere alcuni problemi: impostate così ma, in caso di difficoltà, abbassate (verso sinistra) di piccolissimi passi gli indicatori
ceck su
aggiungi automaticamente...
usa il sistema dei crediti
alla chiusura
Molto bene, la configurazione è terminata! Complimenti, possiamo ora usare il programma al meglio!
Clicchiamo il bottone "Server" e scegliamone uno a cui collegarci. Personalmente preferisco uno della famiglia
ProbenPrinz.de oppure Silent-Bob, che spesso però risulta pieno. Anche l’italianissimo
"Keiske Server" offre buone prestazioni. Come regola generale, cercatene uno con il campo ping basso e quello utenti alto. In caso abbaite difficoltà a collegarvi ad un determinato server, non disperate e provate con un altro.
Portiamoci ora sulla finestra "Cerca", abbastanza classica se non fosse per il menu "metodo": in linea generale, per prima cosa tentiamo la ricerca "server" in caso vi siano pochi o nessun risultato di nostro interesse, rilanciamo la ricerca con l’opzione "server (globale)" che instraderà una ricerca più approfondita (non adusatene però, perché impegna notevolmente il server a cui siete collegati). Ogni ricerca si aprirà in una nuova
tab, ma bloccherà quella precedente.
Un semplice doppio click su un file di mio interesse ed ecco che questo viene aggiunto alla lista dei
download.
Le barre sono di molteplici colori e hanno, semplificando al massimo, i seguenti significati:
Rosso: Parte non disponibile
Azzurro-->BluScuro: Fonti disponibili: più l’azzurro diventa scuro, più è grande il numero delle fonti
Verde Scuro: Parte completata, ma il file non è ancora scaricato completamente
Verde Fosforo: File completato!
Molto bene, ora sapete tutto il necessario per utilizzare al meglio il vostro mulo! Prima di concludere, qualche suggerimento e trucchetto generale.
Come aggiornare
Come tutti i programmi open, anche e-Mule viene aggiornato ad un ritmo impressionante, solitamente settimanale o poco più: aggiornare è molto semplice, ma occorre qualche premura onde evitare di azzerare i vostri crediti o dover riconfigurare il programma. Procedete quindi così:
Fate una copia dei file clients.met, userhash.dat, preferences.dat,
cryptkey.dat, adresses.dat, staticservers.dat che trovate nella cartella
"config"
Cancellate tutto quello presente nella cartella di e-mule
Estraete l’archivio con la nuova versione dentro la cartella e-mule
Ripristinate i file precedentemente salvati al loro posto
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| DVD
Decrypter, guida all'uso
ultima
ora : il programmatore ha cessato gli aggiornamenti per problemi di
copyright
(spero che
il mio amico Firefox non se la prenda se gli rubo il mestiere)
("Come copiare il contenuto di un DVD sul disco fisso del proprio PC")
(Versione 4.0)
Questa pagina è stata pubblicata da Andrea Panisson su http://andypanix.altervista.org
. Ultimo aggiornamento: 14/01/2004
La copia (anche ad uso personale) di DVD che non vi appartengono è illegale e costituisce un reato punibile per legge.
Guesta guida descrive in dettaglio l'uso di "DVD Decrypter", programma gratuito e liberamente scaricabile da
http://www.dvddecrypter.com/
che consente di effettuare la copia di un DVD protetto (e non) sul disco fisso di un qualunque computer, rimuovendo contemporaneamente ogni tipo di protezione. L'operazione è indispensabile se si desidera vedere il film direttamente dal disco fisso o effettuarne una copia di
backup, nonchè estrarre una parte dei contenuti (video, audio etc...)
INDICE
Installazione
Configurazione del programma
Tools, Settings...: I/O, General, File Mode, IFO Mode, ISO Read Mode, ISO Write Mode,
CSS, Device, Registry, Sounds, Stream Processing, Events
Estrazione (copia) del film
Metodo IFO: il metodo più semplice da utilizzare, soprattutto quando si desidera estrarre su file diversi
("demuxare") audio e video, onde potere convertirli o lavorarci sopra in maniera indipendente l'uno dall'altro (ad esempio con programmi diversi).
Metodo File: è il metodo che per primo è stato implementato da DVDDecrypter per l'estrazione dei file da un
DVD. Il metodo IFO è sicuramente preferibile, tuttavia, in rari casi, potreste averne bisogno, soprattutto quando sia necessario estrarre quel particolare file dal
DVD.
Metodo ISO: in combinazione con un drive virtuale tipo "Daemon Tools" è il metodo ideale per tutti coloro che vogliano guardarsi i propri DVD direttamente dal disco fisso, ottenendo una "copia virtuale" identica all'originale. N.B. consiglio di usarlo solo su computer con dischi fissi con partizioni NTFS (solo su sistemi operativi Windows NT, 2000 e
XP) a causa del limite dei 4GB su FAT32.
Masterizzare DVD e CD con DVD Decrypter
Viene mostrato come sfruttare la capacità del programma di masterizzare su CD o DVD immagini ISO create in precedenza.
APPENDICI
Appendice A: Estrarre e dividere le tracce audio da un DVD musicale
Supponiamo vogliate estrarre l'audio dal DVD del concerto del vostro cantante preferito. in questa sezione viene mostrato come separare in fase di estrazione i singoli brani, sfruttando la capacità di DVD Decrypter di dividere i file estratti in base ai singoli capitoli.
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Installazione
L'installazione è semplicissima: il file che scaricate è
autoinstallante, basta quindi eseguirlo e seguire le istruzioni che compaiono sullo schermo.
Cliccate su "Next" e quindi, scelta la cartella in cui installare il programma (basta cliccare su
"Browse"), su "Install".
La domanda seguente vi chiede se volete che il programma cerchi automaticamente degli aggiornamenti ogni qualvolta viene aperto; si intende che abbiate attiva una connessione ad internet. Selezionate l'impostazione che preferite (potete tranquillamente selezionare "No").
Il processo di installazione è quindi terminato; cliccate su "Finish".
Fatto questo, siete pronti per eseguire il programma.
Configurazione del programma
Una volta aperto, il programma si presenta come segue (se non avete un DVD inserito), e nella finestra
"Source" viene selezionato in automatico il/un lettore DVD (si tratta dell'interfaccia nella modalità FILE, "Mode -> File").
Cliccando con il pulsante destro del mouse sulla periferica che compare in
"Source", potete accedere al seguente menù (il menù varia a seconda si tratti di un lettore DVD o di un masterizzatore
DVD).
Lettore DVD
Masterizzatore DVD
Ovviamente la differenza nei due menù consiste nella sezione relativa alle funzioni di
masterizzazione.
Potete cancellare un riscrivibile (Erase Disc) scegliendo cancellazione veloce o completa, nel qual caso dovrete scegliere se si tratta di un
CD-RW, un DVD-RW o un DVD+RW, oppure chiudere (finalizzare) un disco, una sezione del disco od una traccia singola.
Scegliendo "Capabilities" potrete visualizzare le caratteristiche del dispositivo selezionato.
Lettore DVD
Masterizzatore DVD
Utile il sotto menù "Regional Code", tramite il quale si possono avere informazioni utili sulle impostazioni regionali del nostro
DVD.
Ad esempio, scegliendo "Information" è possibile sapere per quale regione è attualmente configurato il nostro lettore.
Per la cronaca, i produttori di film in DVD hanno pensato bene di suddividere il mondo in 5 macro regioni, onde impedire ad esempio che un europeo (regione 2) compri un DVD in America (regione 1) prima che il prodotto sia effettivamente disponibile in Europa, questo perchè un lettore DVD da tavolo è in grado di riprodurre correttamente solo i DVD prodotti per la regione per cui è configurato. Cliccando su
"Change" è possibile modificare la ragione di configurazione del lettore DVD installato nel computer.
State comunque attenti che è generalmente consentito modificare la regione solo per un limitato numero di volte, come correttamente mostrato in
"User Controlled Changes Available:" dove è indicato che è possibile modificare la regione solo altre 4 volte (ma in realtà esistono programmi e metodi che consentono di superare tranquillamente questo limite...).
Tornando alla finestra principale, dovrebbe anche aprirsi automaticamente la finestra di "Log" seguente, molto importante in quanto informa su eventuali problemi incontrati dal programma.
Nel caso la finestra di log non si apra, cliccate su "View->Log" o premete il tasto "L".
Se avete un sistema operativo quale Win95/98, Millennium oppure 2000 o Xp installati su dischi con partizioni FAT32, tra i vari messaggi, vi apparirà un avviso che vi avverte che il vostro disco non supporta files di dimensioni superiori ai 4GB; non preoccupatevi, in quanto è solo un messaggio di avviso e questo non pregiudicherà il risultato della vostra estrazione (o copia che dir si voglia). Il problema si pone solo se volete estrarre il vostro film in un unico file, soprattutto nel caso (la stragrande maggioranza) il DVD abbia una dimensione superiore a 4GB, invece che suddividerlo in file più piccoli di 1GB (impostazione standard di
default). Il limite dei 4GB non è superabile se non riformattando o convertendo il disco in
NTFS, cosa che potete tuttavia fare solo nel caso di sistemi operativi NT, 2000 e
XP. Se non state capendo niente di quello che dico, lasciate perdere e andate pure avanti a leggere.
Se per qualche motivo la finestra di log vi dovesse dare messaggi di errore è necessario reimpostare l'interfaccia di I/O; per far questo, cliccate su
"Tools->Settings".
Nella finestra che compare selezionate "I/O" e nella sezione "Interface" scegliete il driver che più fa al caso vostro,
ovvero: SPTI nel caso si stia utilizzando un sistema operativo NT/2000 o
XP, ASPI per le altre versioni di Windows; ElbyCDIO può essere usato in tutte le versioni di Windows, nel caso sia installato
CloneCD. Se dovessero esserci dei problemi, o per semplice curiosità, è possible trovare gli indirizzi a cui scaricare i diversi drivers ASPI sul sito stesso di DVD
Decrypter. Tuttavia, consiglio di provare strade alternative solo nel caso abbiate seri problemi durante l'estrazione del film con i drivers predefiniti (ad es. qualche errore sconosciuto, non imputabile ad una cattiva masterizzazione del DVD su cui si sta lavorando).
A questo punto potrebbe essere utile configurare anche le altre impostazioni della finestra
"Tools->Settings". Elencarle e spiegarle tutte risulterebbe un pò lungo e va oltre gli scopi di questa guida; ho quindi deciso di limitarmi a fornire le immagini delle finestre principali con le impostazioni di default che dovrebbero funzionare per la gran parte di voi, limitandomi a qualche commento dove penso possa essere utile.
Ecco le impostazioni generali (General).
Assicuratevi sia selezionato "Remove Macrovision Protection" e di aver impostato la regione corretta accanto a
"RCE Protection Region" (scegliete 2 se siete in Italia).
N.B. Prima di procedere una piaccola nota per quel che riguarda le protezioni inserite in un
DVD.
RC e RCE Protection: è necessario rimuovere queste protezioni per poter utilizzare i file del DVD se copiati sul disco fisso. Assicuratevi di selezionare sempre queste opzioni, in quanto rimuovono le protezioni Macrovision (la decryptazione vera e propria).
PUOs, ovvero Prohibited User Operations, operazioni proibite all'utente: selezionando le relative caselle, è possibile eliminare il blocco inserito in alcuni contenuti, ad esempio l'impossibilità di avanzamento veloce, salto al contenuto successivo
etc... (tipico esempio la schermata iniziale di un DVD in cui vengono mostrati diritti d'autore
etc...). L'eliminazione di questo tipo di protezione è facoltativa in quanto non pregiudica l'utilizzo dei file una volta estratti dal supporto
DVD.
Per quel che riguarda il significato dei termini "File Mode", "IFO Mode",
etc..., non preoccupatevi, in quanto saranno spiegati accuratamente in seguito nella presente guida.
Le impostazioni per la modalità File, "File Mode", regolano il comportamento del programma quando estraete il contenuto del DVD nella modalità File.
Nella scheda "On Startup", selezionate "Main Movie", accanto a
"Select Files", in modo tale che ogni qual volta viene inserito un
DVD, automaticamente vengano selezionati i files principali del film, escludendo i contenuti speciali; nel caso vogliate unire i files del film durante l'estrazione (e quindi nel caso non abbiate il limite dei 4GB) dovete selezionare l'opzione "None" accanto a "File
Splitting", ma fatelo solo se non avete il suddetto limite (altrimenti non riuscirete ad estrarre il film... sovente, anzi praticamente sempre, un film in DVD occupa più di 4GB); in alternativa potete lasciare l'opzione su "Auto".
ATTENZIONE: scegliete none per unire i file VOB del film in un unico file durante l'estrazione, solo nel caso non abbiate il limite dei 4GB (quindi solo su sistemi operativi con partizioni
NTFS, quali Windows XP e 2000).
Le impostazioni per la modalità IFO (IFO Mode), regolano invece il comportamento del programma durante l'estrazione del film dal DVD-Rom quando siete nella modalità
IFO; vi consiglio di selezionare di default l'opzione "Enable Stream Processing".
Stesso discorso visto sopra per quanto riguarda la dimensione selezionabile in "File
Splitting" e per le protezioni da rimuovere. Assicuratevi che siano selezionate tutte le caselline nella sezione
"Options", come mostrato sopra (vi ricordo che la rimozione delle PUOs è comunque facoltativa). La scheda "Create Additional
Files" risulta utile per la creazione di altri piccoli file di testo in fase di estrazione, file che potrebbero servirvi per inserire i capitoli nel vostro film (vedi il caso del metodo
OGM). Selezionate solo quelli che vi servono (ma anche se li selezionaste tutti, non andreste incontro a grossi problemi, in quanto si tratta di file molto piccoli, di al più qualche decina di
kB).
Le impostazioni per le modalità "ISO Read Mode", regolano il comportamento del programma durante l'estrazione del film dal DVD nella modalità
ISO, metodo che consente la creazione di un'immagine speculare del vostro
DVD, immagine che viene memorizzata in un file cosidetto di immagine (solitamente con estensione
.ISO); sarà possibile poi utilizzare tale immagine per duplicare il DVD ed ottenere una copia pari all'originale (cosa attualmente non così immediata, a meno di non possedere un masterizzatore DVD a doppio strato...). Come nei precedenti casi, conviene rimuovere tutte le eventuali protezioni anticopia.
La stessa immagine può essere anche utilizzata al posto del DVD originale "montandola" in un lettore DVD virtuale con un programma quale Daemon
Tools. Notate che non tutti i programmi sono in grado di utilizzare file di immagine spezzettati (per non superare le dimensioni dei 4GB); se avete quindi un file sistem NT
(NTFS), consiglio, per prevenire problemi, di impostare "None" accanto a "File
Splitting" onde prevenire lo spezzettamento del file di immagine.
DVD Decrypter è anche un programma di masterizzazione, in particolare consente di masterizzare file di immagine
(ISO, BIN, CDR etc...) sia di DVD che di CD. Le impostazioni per le modalità
"ISO Write Mode", regolano per l'appunto il comportamento del programma durante la masterizzazione di un'immagine.
Un'unica opzione configurabile che conviene lasciare "Auto" (a meno di problemi particolari, come ad esempio la difficoltà a riconoscere l'eventuale presenza di un CD o di un
DVD).
Le impostazioni "CSS" non dovrebbero richiedere nessuna modifica; questa sceheda regola il modo in cui il programma rimuove il sistema di protezione dal DVD ed in genere potete lasciare tutto come sta.
Un'unica nota: nel caso abbiate problemi in fase di copia od estrazione che dir si voglia del vostro film sul disco fisso, provate ad abilitare l'opzione
"Detect Mastering Errors" come mostrato in figura.
Passiamo alla scheda "Device"; la funzione "Lock Tray
During..." blocca lo sportellino del lettore DVD durante l'estrazione (ma non solo...), per evitare che accidentalmente tentiate (voi o qualche altro programma) di espellere il supporto nonostante la copia o la masterizzazione (peggio) non sia
termintata, consiglio quindi di selezionarla se così già non fosse. Potete poi fare in modo che al termine della copia il DVD venga espulso, selezionando le relative opzioni in
"Eject Tray After...". Le altre opzioni non dovrebbero aver bisogno di modifiche.
Merita solo un'accenno l'opzione evidenziata (Fast Error Skip), che potrebbe rilevarsi utile per la risoluzione di problemi in fase di lettura del DVD (dovuti ad esempio ad una cattiva masterizzazione od alla presenza di graffi o strisci sul disco). Anche abbassare la velocità di lettura tramite "Set Read
Speed" potrebbe aiutarvi a risolvere alcuni problemi.
La finestra "Registry" consente di regolare alcuni parametri per l'integrazione / interazione del programma con il sistema operativo. Anche qui i valori di default non necessitano di particolari modifiche.
Poco rimane da dire per quel che riguarda le altre schede; in "Sounds" potete personalizzare i suoni del programma.
Mentre per quel che riguarda "Stream Processing", non vi è molto da dire, se non di lasciare tutto come sta (a meno che non sappiate cosa state facendo... ma in tal caso non stareste leggendo questa guida ;).
Per ultima la scheda "Events" che regola alcuni comportamenti del programma ma che credo (e spero) non necessiti di particolari spiegazioni.
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Metodi di estrazione del film
Tre sono i diversi metodi di estrazione possibili per il vostro DVD:
il metodo IFO è da preferire, in quanto è il metodo più veloce e più semplice da usare, soprattutto quando è necessario estrarre solo una parte del DVD o solo dei determinati contenuti, dato che il programma, analizzando il file descrittore del DVD (VIDEO_TS.IFO) visualizza tutti i dettagli sul film contenuto e risulta quindi il metodo preferibile quando si debba procedere poi alla creazione di DivX ovvero alla conversione del film in altri formati;
la modalità File semplicemente mostra i file contenuti nel DVD e per default seleziona il file più lungo ipotizzando si tratti del film stesso, ipotesi non sempre vera. Si potrebbe decidere di utilizzare tale metodo per decriptare semplicemente il video od il film e quindi masterizzare tutti i file sprotetti su di un
DVD, tuttavia tale operazione non è sempre possibile dato che sovente un video occupa uno spazio ben maggiore dei 4,5 GB di un normale masterizzatore DVD (a meno che ovviamente non possediate un masterizzatore per DVD a doppio strato
(Dual Layer DVD);
il metodo ISO è utile per creare immagini ISO del vostro DVD, nel caso vogliate ad esempio crearne una copia identica all'originale ma eliminando tutti i sistemi di protezione anticopia, oppure nel caso desideriate leggere il DVD direttamente dal disco fisso, in combinazione con un drive virtuale quale Daemon
Tools.
Metodo IFO.
La modalità IFO è la più veloce e versatile soprattutto se il nostro obbiettivo è quello di estrarre i file dal DVD per procedere poi alla conversione in altri formati (es. DivX o
Xvid). In particolare si presta molto bene alla gestione dello
"Streaming" ed è quindi estremamente indicata anche quando si desideri escludere od estrarre (il cosidetto
demuxing) alcune delle tracce audio (ma anche sottotitoli) dai file
VOB. L'esempio seguente in particolare mostra come copiare il contenuto del DVD sul disco fisso, estraendo a parte
(demuxing) il flusso audio in italiano e quello in inglese, che verranno memorizzati in due file con estensione AC3 nella stessa cartella in cui verranno copiati i file VOB (che conterranno quindi solo il flusso video ed i sottotitoli).
Assicuratevi anzitutto di essere in modalità corretta, controllando che sia spuntato
"IFO" nel menù "Mode".
Una volta inserito il DVD, in automatico dovrebbe essere selezionata la traccia principale, ovvero il vostro film, che generalmente coincide con quella più lunga. Nel caso abbiate dubbi, selezionatela cliccando nella voce Edit del menù.
Se vi interessa aggiungere i capitoli al vostro film di backup è necessario ora richiamare la scheda
"IFO Mode" dal menù
"Tools --> Settings..." e selezionare quali files addizionali si intendano creare. Nella finestra seguente è sottolineata l'opzione
"Chapter Information - OGG" nella sezione "Create Additional
Files", utile nel caso vogliate inserire le informazioni sui capitoli nei file video in formato Ogg Media Container, ma è possibile esportare i capitoli in un vasto numero di formati.
Le procedure seguenti riguardano lo stream processing e risultano utili solo nel caso vogliate escludere alcune tracce dalla copia o nel caso vogliate estrarre separatamente audio e video. Se vi interessa esclusivamente copiare tutto il film e non volete estrarre l'audio a parte, potete saltare direttamente qui.
IMPORTANTE: se desiderate guardare il film direttamente dal disco rigido nel formato originale, ad esempio aprendo i file VOB estratti con PowerDVD o
WinDVD, non dovrete effettuare il demuxing dell'audio e del video, ovvero estrarre audio e video su file separati, altrimenti non sarete in grado di sentirete l'audio. Per aprire il DVD sul disco fisso, piuttosto che aprire direttamente i singoli files VOB converrebbe aprire il file descrittore del
DVD, file che generalmente viene incluso dal programma DVD Decrypter al momento della copia e che dovreste trovare nella stessa cartella di estrazione, generalmente con il nome VIDEO_TS.IFO; in tal modo, dovreste essere in grado di selezionare le diverse tracce audio nonchè i sottotitoli presenti nel film. Tuttavia, a chi sia semplicemente interessato a guardare il DVD direttamente dal proprio disco fisso, consiglio fortemente di utilizzare il metodo
ISO.
N.B: Ora non sono in grado di dirvi se tutti i player software DVD siano in grado di aprire direttamente il DVD da disco fisso, partendo dal file VIDEO_TS.IFO; in genere si tratterà di utilizzare modalità di apertura del tipo
"DVD da cartella" o "DVD su disco fisso", piuttosto che la modalità "Apri file". Se il vostro programma non dovesse supportare correttamente tale opzione, è molto probabile che aprendo direttamente i file VOB potrete sentire solo la traccia audio primaria, ovvero quella mappata nella posizione 0x80. Non sempre, anzi, molto raramente, la traccia italiana risulta essere la prima (ovvero quella in posizione 0x80). Quindi sebbene il vostro obiettivo possa semplicemente essere quello di copiare e guardare il DVD dal disco fisso, a differenza di quanto detto sopra, potrebbe essere comunque necessario abilitare lo
"Strem Processing", dato che aprendo direttamente i files VOB molto probabilmente il vostro programma non sarà in grado di "vedere" le tracce audio successive alla prima, e quando andrete ad aprire i file così estratti potrete ascoltare solo la traccia audio primaria, ovvero quella mappata 0x80. Nel caso quindi la lingua italiana non sia la traccia mappata come 0x80, e che non abbiate un programma in grado di aprire il file VIDEO_TS.IFO, dovrete rimapparla utilizzando l'opzione disponibile. Semplicemente, in fase di estrazione, escludrete tutte le altre tracce che non vi interessano ed andrete a
"rimappare" come 0x80 la traccia audio che vorrete sentire.
Vediamo in dettaglio come funziona lo Stream processing. Aprite la relativa sezione cliccando sulla linguetta.
La finestra cambia come di seguito; notate tuttavia che non potete ancora scegliere le singole tracce.
Per fare ciò è necessario abilitare lo stream processing spuntando la relativa casella (è possibile comunque scegliere se attivare lo stream processing di default dal menù
Tools, Settings...).
A questo punto potete segliere quali traccie audio e quali sottotitoli includere o meno nella copia del film sul vostro disco fisso. In questo caso ho escluso due tracce audio in inglese, disattivando le relative caselline.
Per poter processare l'audio in modo indipendente dal flusso video (ad esempio per convertire l'audio in Mp3 con un programma e convertire il video in DivX con un'altro), è necessario separarlo, estrarlo, dai file VOB che verranno copiati sul disco fisso (i file VOB non sono altro che dei contenitori per il flusso video (MPEG2 nei
DVD), audio (AC3 ed altri formati) e sottotitoli); in modo "tecnico" si parla di
demuxing. In questo esempio, al termine della copia, sul disco fisso troverete 2 file con estensione AC3 nella stessa cartella in cui avrete decriptato il film. Selezionate la traccia audio che volete estrarre (1) e quindi selezionate
"Demux" (2).
Ripetete la procedura per tutte le tracce audio che volete estrarre.
Per quanto riguarda le altre tracce (video e sottotitoli) controllate che sia invece selezionato "Direct Stream Processing".
A questo punto selezionate la cartella in cui volete copiare il vostro film (se quella scelta automaticamente non vi aggrada ;-))
Fatto questo non vi resta che procedere alla copia (ripping). Cliccando sul relativo pulsante compare la finestra che indica lo stato di avanzamento della copia.
Al termine nella cartella che avevate scelto in precedenza, avrete tutti i vostri file pronti per l'uso.
Metodo File.
Assicuratevi di essere in modalità corretta, controllando che sia spuntato "File" nel menù "Mode".
Una volta inserito il DVD, il programma si presenterà più o meno come segue; in automatico verranno selezionate le tracce video più lunghe che si suppone essere quelle del vostro film. Tutti gli altri contenuti speciali non vengono selezionati, quindi se volete copiarli dovrete selezionarli manualmente. Per aggiungere un file a quelli già selezionati, tenete premuto il tasto
"Ctrl" mentre lo selezionate con il mouse.
Date sempre un occhio alla finestra di log per eventuali problemi.
Procedendo nelle opzioni, cliccando sulla cartella segnata dalla manina, potrete scegliere dove salvare il vostro film.
Iniziamo ora la procedura vera e propria per la copia del DVD. Se vi interessa copiare i file VOB così come si trovano sul vostro
DVD, senza modificarli, ma eliminando le protezioni, semplicemente cliccate sul pulsante per iniziare la copia, saltate quindi tutta la sezione seguente ed andate direttamente qui. Se siete invece interessati ad una sola traccia audio e/o non volete nessun sottotitolo oppure desiderate modificare il file
VOB, continuate di seguito.
Selezionate (cliccandoci sopra) il solo file IFO corrispondente al vostro film.
Quindi il file IFO da selezionare è il VTS_02_0.IFO (vi ricordo che i file
.IFO contengono menu e altre informazioni sul video e l'audio). Cliccate con il pulsante destro del mouse su questo file e comparirà il seguente menù (fate attenzione che sia selezionato il SOLO file
.IFO, altrimenti il menu sarà diverso, in particolare non saranno disponibili le informazioni Video, Audio,
SubPicture).
Scegliendo "Video Information" vi compariranno le informazioni sul formato Video del Film.
Ok, ma niente di estremamente interessante. Quello che invece può interessarci sono le SubPicture Information e le Audio Information (il procedimento che qui spiegherò per l'audio, può essere applicato anche ai sottotitoli).
Che sono tutti quei numeri? 0x80, 0x81, 0x82 è il numero della traccia (i programmi per leggere i
DVD, per default leggono la traccia 0x80 come vi dicevo prima nel caso di
PowerDVD), mentre AC3 (2 o 6Ch) 48 kHz DRC è il formato audio a 2 o 6 canali
(Ch). Supponiamo a noi interessi la sola traccia in italiano. La traccia risulta quindi essere la seconda, in particolare 0x81 è la traccia che ci interessa.
Voi dovete solo ricordarvi il numero della traccia audio che vi interessa e quindi 0x81. Torniamo ora al menù principale e scegliamo di nuovo tutti i file del nostro film (esclusi quindi tutti i contenuti speciali), cliccando su
"Edit -> Select Main Movie Files".
Una volta selezionati tutti i file, cliccate sopra uno qualsiasi di questi con il pulsante destro del mouse (1) e selezionate
"Stream Processing" (2).
Il programma cercherà le traccie audio e video presenti.
Come notate tutte le tracce sono selezionate; 0xE? sono tracce video, 0x8? quelle audio AC3 e 0x2? i sottotitoli. Selezionate solo quelle che vi interessano, spuntando le tracce che non volete includere. La nostra traccia in italiano era la 0x81, mentre 0x22 i sottotitoli in inglese. A questo punto può risultare utile
"rimappare" le tracce audio ed i sottotitoli, in modo tale che il programma di lettura per file video
.VOB legga l'italiano come traccia audio di default. Per far questo è necessario selezionare lo
"Streams" che si desidera rimappare (nel nostro caso 0x81 - Audio - AC3) e rinumerare su
"Map to:" la traccia come 0x80 (ed eventualmente i sottotitoli come0x20).
Fatto questo, potete scegliere se includere l'audio nei file .VOB ("Direct Stream Copy"), oppure estrarlo su di un altro file separato
"Demux".
Cliccando su OK, inizia la copia del DVD sul vostro disco fisso.
Un'occhiata alla finestra di Log e circa una decina di minuti dopo, tutto fatto.
Metodo ISO (Read)
Questo metodo permette di creare un'immagine "ISO" (ovvero che rispecchia un dato standard) dell'intero
DVD. Qualcuno potrebbe chiedersi quale lo scopo della creazione di un'immagine ISO di un
DVD. Lo scopo è semplice: un'immagine ISO, è un file che contiene la copia speculare del contenuto di un disco (CD o
DVD, ma anche HardDisk etc...), e contiene non solo tutti i file, ma tutte le informazioni sul disco fisico vero e proprio. Un'immagine ISO può essere utilizzata da programmi quali ad esempio Nero Burning (ma lo stesso DVD Decrypter permette di scrivere immagini
ISO) ed un masterizzatore (per DVD nel caso vogliate masterizzare un DVD :-) per la creazione di una copia identica del supporto. Il problema è che spesso (per non dire sempre) i DVD film contengono più di 4,7GB di dati (generalmente sono DVD doppio strato che possono contenere fino a 9GB), mentre attualmente i masterizzatori per DVD non vanno oltre i 4,7GB. Quale l'utilità quindi di generare un'immagine ISO di un
DVD? L'utilità è che esistono dei programmi che permettono di "montare" un'immagine ISO di un qualunque supporto digitale
(DVD-Rom o CD-Rom che dir si voglia) come un disco virtuale. Per i profani il concetto può sembrare un pò ostico... ad essere il più terra terra possibili, diciamo che con un programmino come Daemon-Tool (che potete scaricare liberamente al seguente indirizzo: www.daemon-tools.cc) potete prendere l'immagine di un disco qualunque che avete creato sul vostro disco fisso ed usarla come se fosse un vero e proprio CD o DVD inserito in un lettore CD o DVD virtuale, fittizio, che ovviamente non possedete (ma di cui, in esplora risorse vedrete la lettera). Nel caso quindi abbiate dischi fissi molto capienti, potreste crearvi le immagini ISO dei vostri film preferiti e poi guardare i film direttamente dal PC, con contenuti speciali, menu e capitoli senza bisogno di riutilizzare il delicato supporto DVD (paradossalmente sembra che più ci teniate ad un
DVD, più questo è soggetto a cadute, strisci o danni vari ;-). Per maggiori dettagli sull'utilizzo di
Daemon's Tools, vi rimando a questo articolo.
Selezionate dunque la modalità ISO Read.
Ecco come si presenta la finestra principale. Notate sulla sezione di destra, accanto a
"Size", le dimensioni in bytes che avrà l'immagine del vostro
DVD. Assicuratevi di avere spazio libero a sufficienza, controllando nella sezione
"Destination" il valore accanto a "Free Space" (a titolo informativo, vi ricordo che per ottenere la diemensione in
Mbyte, dovete dividere il valore in bytes per 1024x1024 = 1048576, ovvero in questo caso: 7660226560 / 1048576 = 7305 MB ovvero (dividendo 7305 per 1024) circa 7,1 GB). Infine scegliete la cartella in cui salvare il vostro file
ISO, nel caso quella di default non vi aggradi, cliccando nell'iconcina sempre nella sezione
"Destination".
Prima di procedere alla copia, in "Tools -> Settings -> ISO Mode" controllate che siano abilitate tutte le opzioni di rimozione delle protezioni anticopia, e che l'opzione "File
Splitting" sia settata su "None", onde preveniere che l'immagine venga suddivisa in più parti.
Un'immagine spezzata in più parti, infatti non viene correttamente montata da alcuni software ed il film risulterebbe non utilizzabile nè tantomeno guardabile. Purtroppo chi non ha un sistema operativo NT, 2000 od XP con filesystem
NTFS, sarà limitato ad un massimo di 4GB (limite del filesystem FAT32) e non potrà quindi utilizzare questo metodo per vedere con comodo i DVD direttamente dal proprio disco fisso, ma dovrà orientarsi verso l'alternativa IFO o File Mode. Cliccate su "OK" e procedete quindi alla copia.
Un'occhiata ai progressi nel file di Log.
Terminata la procedura di copia (circa 10-15 minuti a seconda della velocità del vostro lettore e del disco fisso), per visualizzare il DVD dal disco fisso non rimane che utilizzare Daemon Tools e "montare" l'immagine appena creata (nel nostro caso il file GODFATHER4_IS.ISO).
Potrete quindi accedere al vostro DVD direttamente da esplora risorse (od ad esempio con PowerDVD o
WinDVD) entrando nella lettera assegnata all'unità virtuale di
Daemon's Tools.
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Masterizzare con DVD Decrypter
E' possibile usare DVD Decrypter anche per masterizzare su DVD e su CD immagini ISO precedentemente create. Si tratta della modalità ISO
Write.
La finestra del programma nella modalità ISO Write; nella scheda di destra, una volta inserito un CD od un DVD all'interno del masterizzatore selezionato (in questo caso si tratta di un
DVD-RW) vengono visualizzate alcune informazioni relative al supporto inserito.
Il dettaglio delle informazioni sul supporto inserito (un DVD-RW contenente circa 2GB di
files):
Device Information:
Current Profile: DVD-RW
Disc Information:
Status: Complete
Erasable: Yes
Sessions: 1
Sectors: 990.864
Size: 2.029.289.472 bytes
Time: 220:13:39 (MM:SS:FF)
Supported Write Speeds: 1x
Pre-recorded Information:
Manufacturer ID: OPTODISCK001
Physical Format Information (Last Recorded):
Book Type: DVD-RW
Part Version: 2
Disc Size: 120mm
Maximum Read Rate: 10.08Mbps
Number of Layers: 1
Track Path: Parallel Track Path (PTP)
Linear Density: 0.267 um/bit
Track Density: 0.74 um/track
Format Capacity:
Sectors: 2.297.888
Size: 4.706.074.624 bytes
Time: 510:40:38 (MM:SS:FF)
Tra le atre cose assicuratevi sia selezionata l'opzione di protezione per lo svuotamento del buffer di scrittura
(cosidetta BURN-Proof).
Se avede dei dubbi sulla compatibilità del programma con il vostro
masterizzatore, per la prima copia utilizzate un riscrivibile oppure la modalià test (Test Mode) onde evitare di bruciare un supporto. Il programma consente di masterizzare sia su supporto DVD che su CD. E' possibile ad esempio masterizzare l'immagine di un CD precedentemente creata (la procedura per i DVD è la medesima). Vediamo ad esempio come masterizzare un'immagine ISO creata con BurnAtOnce in un
CD-RW. Inserito il disco CD-RW, verranno visualizzate alcune informazioni:
Device Information:
Current Profile: CD-RW
Disc Information:
Status: Incomplete
Erasable: Yes
Sessions: 4
Sectors: 66.887
Size: 136.984.576 bytes
Time: 14:53:62 (MM:SS:FF)
Si tratta di un disco non vuoto, quindi sarà prima necessario cancellarne il contenuto (tramite il menù che compare cliccando con il tasto destro del mouse sul nome del
masterizzatore).
Un'occhiata alla finestra di Log al terminde della procedura di cancellazione.
Anche le informazioni sul supporto inserito vengono aggiornate:
Device Information:
Current Profile: CD-RW
Disc Information:
Status: Empty
Erasable: Yes
Free Sectors: 359.847
Free Space: 736.966.656 bytes
Free Time: 79:59:72 (MM:SS:FF)
A questo punto è possibile selezionare il file di immagine, cliccando sulla cartella.
Sono supportati diversi formati cosa che garantisce una buona compatibilità con altri programmi di
masterizzazione. Caricata l'immagine, il programma ne mostrerà alcuni dettagli salienti.
Scegliete la velocità di masterizzazione adeguata (a meno che non abbiate problemi consiglio di lasciare
MAX) e procedere con la masterizzazione cliccando sul relativo pulsante.
La procedura è sostanzialmente identica nel caso dell'immagine di un DVD. L'esempio seguente fa riferimento all'immagine ISO di un DVD creata con ImgTool al termine della compressione del film con DVD Shrink (vedi qui per maggiori dettagli). Si tratta al solito di aprire il file di immagine, selezionare l'immagine
(ISO in questo caso) che si desidera masterizzare, controllare la correttezza delle informazioni mostrate nella scheda
"Source", controllare la velocità di scrittura che generalmente potete lasciare su
"MAX".
Se per qualche strana ragione il vostro lettore DVD da tavolo dovesse presentare problemi quali difficoltà di lettura o simili, provate a masterizzare ad una velocità inferiore od eventualmente a cambiare la marca del vostro supporto vergine
DVD+/-R; senza voler fare pubblicità a questo od a quel produttore, per esperienza posso dirvi che i DVD-R prodotti da Sony dovrebbero garantirvi un'ottima compatibilità con molti lettori DVD da tavolo. Per quanto riguarda la compatibilità, i DVD-R rimangono attualmente i più "leggibili", seguiti a pari merito dai DVD+R e
DVD+RW, per finire con i DVD-RW.
Potete quindi procedere con la masterizzazione.
La finestra seguente si apre dopo aver cliccato sul pulsante che avvia la masterizzazione nel caso di un CD-R.
Oltre a controllare l'andamento della procedura di masterizzazione, qui potete anche selezionare
l'autospegnimento del PC al termine della procedura, opzione che può risultare comoda in caso di masterizzatori DVD non troppo veloci (1x o 2x).
APPENDICE A
Estrarre e dividere le tracce audio da un DVD musicale
Alcune funzioni di DVD Decrypter potrebbero in un primo momento sembrare superflue, ma in realtà non è così. Pensiamo ad esempio alla possibilità di dividere i file estratti o copiati che dir si voglia sul disco fisso, in base ai singoli capitoli. Nel caso di un comune film l'utilità di tale opzione non salta subito all'occhio, ma pensiamo invece al DVD musicale o di un concerto. Generalmente i singoli capitoli coincidono con i singoli brani musicali! Ecco quindi che dividendo i file estratti in base ai singoli capitoli sarà possibile per esempio estrarre le singole canzoni e convertire poi i singoli brani in formato audio CD (vedi questa guida per come fare) senza dover procedere poi in un secondo momento, manualmente, alla divisione dei brani. Lo svantaggio è che, a meno di disporre di un programma di conversione per così dire batch (ovvero automatizzato), sarà necessario ripetere la procedura di conversione audio per ogni file (e vi saranno tanti file quanti sono i capitoli del
DVD). Vediamo in dettaglio quanto appena detto.
Il metodo di estrazione che da utilizzare è la modalità IFO. Andrete quindi a selezionare nelle opzioni IFO Mode
(Tools -> Settings... -> IFO Mode) la scelta di dividere il file in base ai singoli capitoli (File
Splitting: By Chapter).
Fatto questo, tornati al menù principale, selezionate la modalità di estrazione
IFO.
Al solito, inserito il DVD nel lettore, comparirà la finestra seguente, con selezionato il film principale.
A questo punto, facendo eventualmente riferimento alla custodia del DVD, sarà possibile selezionare i capitoli che interessano, oppure lasciarli semplicemente selezionati tutti. Dato che si è supposto di voler estrarre solo l'audio, nella scheda Stream Processing, attivata l'opzione
"Enable Stream Processing", risulterà selezionata la sola traccia audio principale (o semplicemente quella che si desidera estrarre). E' necessario ricordarsi di selezionare anche l'opzione
"Demux".
Fatto questo, scelta eventualmente una cartella di destinazione diversa da quella di
default, non rimane che procedere con la copia dei file.
Un'occhiata alla finestra di log conferma che i files estratti saranno divisi per capitoli.
Al termine, nella cartella di estrazione troverete un numero di file audio AC3 corrispondente al numero dei capitoli del
DVD.
Ora non vi resta che usare il vostro lettore di DVD preferito e guardare il film che avete appena decriptato, oppure sarà possibile usare un programma di compressione video (e perchè no, audio) e convertire il tutto in altri formati, quali Mpeg4
(Xvid o DivX) o SVCD.
FINE
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Windows
NT/2000/XP/Server 2003
Registro di sistema:
Backup con ERUNT
ripristino in situazioni di emergenza ed ottimizzazione con NTREGOPT
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L’utilità gratuita ERUNT è di una semplicità davvero disarmante. Grazie ad essa, è possibile creare una copia di backup del registro di sistema in ambiente Windows NT, 2000,
XP, 2003. Al momento dell’installazione, ERUNT richiede se si desidera che venga creata una copia di backup del registro ad ogni avvio di Windows. Tali copie di sicurezza, così come quelle la cui creazione viene richiesta manualmente, vengono memorizzate nella cartella ERDNT (all’interno della directory d’installazione di Windows) e separate in base alla rispettiva data. La funzionalità AutoBackup di
ERUNT, conserva sempre le copie di backup delle ultime quattro settimane.
Per assicurare il corretto funzionamento di ERUNT, è necessario verificare di aver effettuato il login con un account amministratore. Per creare una copia di backup del registro è sufficiente avviare ERUNT quindi indicare cartella e nome del file desiderati. La cartella impostata in modo predefinito è
\WINDOWS\ERDNT: consigliamo di non modificarla. Nel caso in cui, in futuro, il sistema operativo non dovesse malauguratamente avviarsi, vi sarà così possibile accedere subito alla copia di backup del registro di Windows servendovi della Console di ripristino del sistema
(Recovery Console). Per maggiori informazioni in proposito, potete consultare la guida pubblicata nelle pagine de
IlSoftware.it:
http://www.ilsoftware.it/articoli.asp?ID=2443
La parte inferiore della finestra di ERUNT consente di specificare le componenti del registro da “backuppare”.
Per ripristinare una copia del registro, è sufficiente portarsi – in questo caso – nella cartella
\WINDOWS\ERDNT, accedere alla directory contenente il backup quindi fare doppio clic sul file
ERDNT.EXE. Le varie caselle visualizzate consentono di scegliere le parti del registro di Windows da ripristinare. Qualora Windows non dovesse avviarsi in modalità normale, è possibile tentare l’avvio in modalità provvisoria (pressione del tasto F8 prima della schermata di
boot) quindi ripristinare la copia di backup del registro in maniera del tutto analoga.
Nelle situazioni più critiche, qualora un software dannoso “avesse fatto razzia” all’interno del registro di Windows, l’unica ancora di salvezza è la Console di ripristino del sistema. Dopo aver effettuato il
login, accedete alla cartella \WINDOWS\ERDNT tramite il prompt quindi entrate nella directory contenente la copia di backup da ripristinare e digitate batch erdnt.con. Il sistema dovrebbe così avviarsi nuovamente.
Ottimizzazione del registro di sistema. Similmente a quanto accadeva sui sistemi Windows 9x, anche il registro di sistema di Windows
NT/2000/XP/2003 può, col passare del tempo, divenire molto frammentato. Ogni volta, ad esempio, che si eliminano delle informazioni dal registro, queste continuano ad occupare spazio rallentando le prestazioni generali del sistema, considerato che il registro è continuamente oggetto di accessi da parte di Windows e delle applicazioni presenti.
NTREGOPT, piccolo software gratuito (parte integrante di ERUNT), permette di mantenere il registro di Windows sempre in forma comprimendone le dimensioni al valore minimo possibile. E’ bene sottolineare come NTREGOPT non effettui assolutamente una deframmentazione “fisica”, sul disco fisso, del registro di sistema (come ad esempio fa PageDefrag di
SysInternals) né ne modifica in alcun modo il contenuto vero e proprio.
E’ consigliabile, quindi, eseguire NTREGOPT soprattutto dopo operazioni di pulizia effettuate con Crap Cleaner o con RegSupreme (entrambi scaricabili dall'Area Download de
IlSoftware.it) oppure dopo la disinstallazione di qualche software: verificherete che il registro di Windows diventerà più snello.
Ma come fare a stabilire le dimensioni attuali del registro di sistema? Com’è possibile capire, in Windows
NT/2000/XP, quanto spazio occupano le informazioni memorizzate all’interno del registro? E’ possibile ricorrere al Registry Size Estimator
(dureg.exe), uno strumento poco noto, parte integrante del pacchetto “Microsoft Resource Kit Support Tools” di Windows 2000 Server ma utilizzabile senza problemi anche in Windows
XP.
Il software può essere scaricato all’indirizzo
http://www.microsoft.com/windows2000/techinfo/reskit/tools/existing/dureg-o.asp e necessita di installazione
(avviabile cliccando due volte sul file dureg.exe).
A questo punto, è necessario accedere al Prompt dei comandi DOS quindi portarsi all’interno della cartella ove si è installato Registry Size
Estimator. Digitando DUREG (seguito dalla pressione del tasto Invio), verrà proposto l’help del programma. In particolare vengono elencati tutti gli switch utilizzabili. Digitando, ad esempio, DUREG /a si otterrà la dimensione totale in byte delle varie componenti del registro (Total Registry data
size).
DUREG può comunque essere usato anche per ricercare rapidamente tutte le occorrenze di una stringa di testo all’interno del registro di sistema
(es: DUREG /s “stringa”).
L'ultima versione di ERUNT è prelevabile dalla pagina seguente:
http://www.ilsoftware.it/querydl.asp?ID=779 |
Guida completa ad HijackThis
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HijackThis, a differenza di software come Ad-Aware e SpyBot (ampiamente presentati nelle pagine de
IlSoftware.it), è un programma, di dimensioni molto contenute (non necessita d’installazione e pesa meno di 200 KB), che permette di raccogliere le informazioni più importanti sulla configurazione delle aree del sistema operativo maggiormente attaccate da parte di componenti dannosi come
spyware, hijackers e "malware" in generale.
Una domanda frequente tra i lettori è la seguente:
<< Perché pur utilizzando con regolarità software come SpyBot e Ad-Aware - sempre aggiornati tramite l'apposita funzione di Update integrata in ciascun programma - noto comportamenti strani (home page di Internet Explorer modificata, apertura di finestre che pubblicizzano siti pornografici o casinò
online, programmi in esecuzione mai installati…) ? >>
La risposta è semplice: generalmente tali comportamenti sono dovuti all’attività di
spyware, hijackers o malware installatisi sul vostro personal computer e non rilevati da SpyBot e Ad-Aware (è possibile che lo siano, comunque, con il rilascio di aggiornamenti successivi).
HijackThis è il software che permette di comprendere le cause di comportamenti “sospetti” del browser e del sistema in generale, anche qualora software come SpyBot o Ad-Aware non abbiano segnalato la presenza di componenti pericolosi. Purtroppo, pur rappresentando una soluzione definitiva per i problemi lamentati dai lettori, HijackThis è in genere poco utilizzato soprattutto per l'apparente difficoltà di utilizzo.
Il vantaggio principale di HijackThis consiste nella possibilità di creare automaticamente un file di testo (log) che riassuma in modo particolareggiato la configurazione del sistema. In particolare, il file di log registra la configurazione e lo stato di tutte le aree del sistema operativo utilizzate dai malware per svolgere le loro pericolose attività. Analizzando il log restituito da HijackThis è quindi possibile individuare immediatamente la presenza di un componente ostile sul sistema e procedere subito alla sua eliminazione.
L’importante (come sottolinea anche il messaggio d’allerta visualizzato al primo avvio di
HijackThis) è non cancellare per nessun motivo gli elementi dei quali non si conosca l’esatto significato. In caso contrario si rischierebbe di causare danni più o meno gravi al sistema operativo.
Una volta scaricato l'archivio ZIP di HijackThis ( http://www.ilsoftware.it/querydl.asp?ID=754
), suggeriamo di estrarre il file HijackThis.EXE in esso contenuto in una cartella creata "ad hoc" (esempio:
C:\HijackThis).
A questo punto, per avviare HijackThis, fate doppio clic sul file eseguibile
HijackThis.EXE: verrà visualizzata la schermata di benvenuto del programma. Per procedere alla creazione del file di log - che registra lo stato del vostro sistema - cliccate sul pulsante Do a system scan and save a
logfile. Al termine dell'operazione di scansione del sistema, verrà proposta la classica finestra tramite la quale si dovrà assegnare un nome al file di log generato ed indicare la cartella ove lo si vuole memorizzare.
Il contenuto del file di log creato, sarà quindi mostrato tramite il "Blocco Note" di Windows.
Osservate come la prima parte del file di log (dopo le righe relative alla versione di HijackThis con la quale si è effettuata la scansione, data e ora della stessa, piattaforma in uso, versione di Internet Explorer installata), venga riportata la lista dei processi in esecuzione
(Running processes). Conoscere la lista dei processi attivi è cosa assai importante perché permette di identificare a colpo d'occhio la presenza di eventuali eseguibili sospetti (collegabili quindi a malware in esecuzione sul personal computer).
Le righe successive (contrassegnate con identificativi variabili: R0, R1, O1, O2,
etc...) riportano lo stato di configurazione di varie aree-chiave del sistema operativo. Per "sbarazzarsi" di un malware è necessario agire proprio su queste voci eliminando quelle pericolose (create, appunto, da parte di componenti nocivi insediatisi sul vostro sistema).
E' opportuno rimarcare ancora una volta che le voci indicate in questa zona del file di log non sono assolutamente tutte nocive: anzi, gran parte di esse sono legate a componenti indispensabili del sistema operativo, al corretto funzionamento di dispositivi hardware (scheda video, modem,
etc...) o di programmi specifici - generalmente residenti in memoria - quali antivirus,
firewall, utility di sistema e così via.
Altri elementi, invece, riguardano la presenza di plug-in per il browser (toolbar, oggetti
BHO, etc...): anche questo caso alcuni sono benigni (installati - tanto per fare qualche esempio - dal download manager in uso, da Adobe
Acrobat, dalla toolbar di Google, da SpyBot S&D,...) altri assolutamente dannosi
(malware).
Il problema risiede proprio nel distinguere gli elementi pericolosi (da neutralizzare immediatamente) da quelli assolutamente benigni. Più avanti ci proponiamo di offrirvi tutta una serie di suggerimenti che consentano di districarvi senza problemi.
Portandosi nella finestra di HijackThis, è facile accorgersi come questa ora riproponga l'intero contenuto del file di log poco fa generato (fatta eccezione per le informazioni iniziali e quelle relative ai processi in esecuzione): selezionando ciascun elemento quindi cliccando su Info on selected
item, è possibile ottenere delle informazioni (in inglese) sull’oggetto.
Le principali aree all'interno delle quali HijackThis classifica tutti gli elementi trovati nelle "aree-chiave" del sistema:
R0, R1, R2, R3 - Pagina iniziale / motore di ricerca predefinito di Internet Explorer
Si tratta di aree del sistema spesso prese di mira dagli hijackers che spesso sostituiscono indirizzi Internet di siti web a carattere pornografico, pubblicitario, illegale, osceno alla home page ed ai motori di ricerca impostati sul sistema.
F0, F1 - Programmi che vengono avviati automaticamente da system.ini / win.ini
N1, N2, N3, N4 - Pagina iniziale / motore di ricerca predefinito di Netscape
O1 - Reindirizzamento tramite file HOSTS
Molti hijackers/malware modificano il file HOSTS di Windows con lo scopo di
reindirizzarvi, durante la navigazione, su siti web specifici. Per esempio, potrebbe capitare, digitando
l'URL del motore di ricerca preferito, di un famoso portale e così via, di essere stranamente "proiettati" verso siti web che non avete assolutamente richiesto
O2 - Browser Helper Objects (li abbiamo conosciuti nella scorsa uscita della mailing list)
O3 - Barre degli strumenti di Internet Explorer
O4 - Programmi avviati automaticamente dal Registro di sistema
O5 - Opzioni di IE non visibili nel Pannello di controllo
O6 - Opzioni di IE il cui accesso è stato negato da parte dell'amministratore
O7 - Accesso al registro di sistema negato da parte dell'amministratore
O8 - Oggetti "extra" inseriti nel menù contestuale (quello che compare cliccando con il tasto destro del mouse) di Internet Explorer
O9 - Oggetti "extra" nella barra degli strumenti di Internet Explorer o nel menù "Strumenti" del browser
O10 - Winsock hijacker
O11 - Gruppi aggiuntivi nella finestra "opzioni avanzate" di IE
O12 - Plug-in di IE
O13 - IE DefaultPrefix hijack
O14 - 'Reset Web Settings' hijack (modifiche della configurazione di Internet Explorer)
O15 - Siti indesideati nella sezione "Siti attendibili" di IE
O16 - Oggetti ActiveX (alias "Downloaded Program Files")
O17 - Lop.com domain hijackers
O18 - Protocolli "extra" e protocol hijackers
O19 - User style sheet hijack
Analizziamo più da vicino tutte le aree sopra citate.
Gruppo R0, R1, R2, R3. Si tratta di aree del sistema spesso prese di mira dagli hijackers che spesso sostituiscono indirizzi Internet di siti web a carattere pornografico, pubblicitario, illegale, osceno alla home page ed ai motori di ricerca impostati sul sistema.
Esempi di valori validi sono i seguenti:
R0 - HKCU\Software\Microsoft\Internet Explorer\Main,Start Page = http://www.google.com/
R1 - HKLM\Software\Microsoft\Internet Explorer\Main,Default_Page_URL = http://www.google.com/
Queste due voci compaiono, per esempio, qualora si sia deciso di impostare il motore di ricerca Google come pagina iniziale di Internet Explorer.
Quello che segue è invece un esempio di un comune hijacker (un malware che modifica la pagina iniziale di Internet Explorer):
R1 - HKCU\Software\Microsoft\Internet Explorer\Main,Search Bar =
res://C:\WINDOWS\System32\jheckb.dll/sp.html (obfuscated)
In questi casi è bene prendere nota del nome del file indicato, riavviare il sistema in modalità provvisoria, eliminare manualmente il file quindi selezionare la casella corrispondente in HijackThis e premere il pulsante
Fix.
Per quanto riguarda gli elementi indicati come R3, è necessario verificare se sono riferibili a programmi che si sono installati
(es.: Copernic) per nostra volontà, sul sistema. In caso contrario, è necessario eliminare le voci sospette usando il pulsante
Fix.
Gruppo F0, F1, F2, F3. Si tratta di programma che vengono avviati automaticamente da system.ini o
win.ini, file di inizializzazione del sistema utilizzati ampiamente nelle versioni più vecchie di Windows (i.e. Windows 3.1x e Windows 9x). Come suggerito anche dagli sviluppatori, gli elementi in F0 sono generalmente nocivi e devono essere neutralizzati con il pulsante
Fix. Tutte le voci qui visualizzate (eccetto explorer.exe) sono da ritenersi altamente sospette). Se comunque, dopo la voce explorer.exe si trova il riferimento ad un altro file eseguibile, si tratta quasi certamente di un malware da eliminare.
Gli oggetti del gruppo F1 si riferiscono a programmi molto vecchi (stringhe
Load= e Run= del file win.ini): è bene ricercare in Rete informazioni su di essi prima di provvedere ad un'eventuale eliminazione (pulsante Fix di
HijackThis).
Suggeriamo, a tal proposito di fare riferimento alla pagina http://sysinfo.org/startuplist.php
e all'indirizzo http://computercops.biz/StartupList.html
per scoprire se trattasi di malware o meno. Qualora non si dovessero reperire informazioni in questo sito web, è caldamente consigliato effettuare una ricerca con Google basata sul nome del file eseguibile indicato in F1.
Le voci contenute nei gruppi indicati con F2 e F3 vengono anch'esse caricate
all'avvo di Windows, ma non si poggiano sulle vetuste fondamenta delle precedenti versioni del sistema operativo
(win.ini / system.ini). Piuttosto, in questo, caso vengono utilizzate le seguenti chiavi del registro di Windows
NT/2000/XP:
HKLM\Software\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\IniFileMapping
HKLM\Software\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\Winlogon\Userinit
La prima chiave del registro è mantenuta in Windows NT/2000/XP per questioni di compatibilità con Windows 9x mentre la seconda contiene informazioni su eventuali applicazioni da eseguire dopo il login dell'utente. USERINIT.EXE è un file di sistema memorizzato nella cartella di sistema di Windows (generalmente \WINDOWS\SYSTEM32 o
\WINNT\SYSTEM32). Se, dopo il riferimento a userinit.exe, si trova un file eseguibile sconosciuto, potrebbe trattarsi con buona probabilità di un trojan o comunque di un
malware. Un esempio:
HKLM\Software\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\Winlogon\Userinit
=[**]\system32\userinit.exe,[**]\morralla.exe
Gruppo N1, N2, N3, N4. Questi elementi fanno riferimento alla pagina iniziale di Netscape 4, 6, 7 e
Mozilla. Tali dati sono memorizzati di solito nel file prefs.js, contenuto nella cartella del browser.
Anche in questo caso, qualora si identificassero elementi sospetti è necessario servirsi del pulsante Fix di
HijackThis.
Gruppo O1. Molti hijackers/malware modificano il file HOSTS di Windows con lo scopo di
reindirizzarvi, durante la navigazione, su siti web specifici. Per esempio, potrebbe capitare, digitando
l'URL del motore di ricerca preferito, di un famoso portale e così via, di essere stranamente "proiettati" verso siti web che non avete assolutamente richiesto.
Il file HOSTS può essere memorizzato in locazioni differenti a seconda della specifica versione di Windows che state utilizzando. In Windows
NT/2000/XP/2003 è in genere salvato nella cartella \SYSTEM32\DRIVERS\ETC.
Il file HOSTS permette di associare un particolare URL mnemonico (es. www.google.it ) ad uno specifico indirizzo IP: un po' quello che fa il server DNS del provider Internet.
Se l'associazione IP - indirizzo web mnemonico visualizzata in O1 non è corretta, è possibile che ciò sia dovuto all'attività di un
malware: usare il pulsante Fix per risolvere il problema.
Gruppo O2. Gli elementi di questo gruppo fanno riferimento ad oggetti BHO (Browser Helper
Objects): le applicazioni che ne fanno uso possono interfacciarsi con Internet Explorer controllandone il comportamento ed aggiungendo nuove funzionalità. Tali oggetti (poiché non richiedono alcuna autorizzazione per essere installati) sono spesso impiegati da applicazioni maligne per raccogliere informazioni sulle vostre abitudini e per rubare dati che vi riguardano.
In questo caso è di solito abbastanza agevole riconoscere subito i componenti benigni: oltre ad un lungo identificativo alfanumerico
(CLSID) racchiuso tra parentesi graffe, è solitamente indicato il percorso del file (in genere una libreria DLL) usata dal
BHO. Per esempio, se si vede c:\Acrobat 5.0\Reader\... è ovvio che, con buona probabilità, trattasi di un componente benigno.
Quelli che seguono sono alcuni esempi di BHO assolutamenti benigni (il primo fa riferimento ad Acrobat Reader 5.0, il secondo a SpyBot S&D, il terzo al software di desktop searching di
Google, il quarto alla toolbar di Google):
O2 - BHO: (not name) - {06849E9F-C8D7-4D59-B87D-784B7D6BE0B3} - C:\Acrobat
5.0\Reader\ActiveX\AcroIEHelper.ocx
O2 - BHO: (no name) - {53707962-6F74-2D53-2644-206D7942484F} -
C:\SPYBOT~1\SDHelper.dll
O2 - BHO: Google Desktop Search Capture - {7c1ce531-09e9-4fc5-9803-1c2956615786} -
C:\Programmi\Google\Google Desktop Search\GoogleDesktopIE.dll
O2 - BHO: Google Toolbar Helper - {AA58ED58-01DD-4d91-8333-CF10577473F7} -
c:\programmi\google\googletoolbar1.dll
Se si hanno dubbi sull'identità di un BHO, suggeriamo di far riferimento alle pagine seguenti (il primo database è in genere più aggiornato del secondo):
http://computercops.biz/CLSID.html
http://www.sysinfo.org/bholist.php
Qui, indicando l'indentificativo alfanumerico (CLSID), è possibile ottenere tutte le informazioni del caso. Ad esempio, digitando 06849E9F-C8D7-4D59-B87D-784B7D6BE0B3 e premendo il pulsante Search si avrà un'ulteriore conferma che il BHO è riferibile a Adobe Acrobat Reader 5.
In entrambi i casi, gli oggetti BHO indicati con una "X" sono da eliminare immediatamente perché parte di malware o comunque di componenti pericolosi.
Gruppo O3. Contiene riferimenti a barre degli strumenti aggiuntive per Internet Explorer. Molti programmi "benigni" ne fanno uso. Per esempio, Google permette di installare una propria toolbar per Internet Explorer, Adobe Acrobat inserisce un pulsante per la generazione e gestione di file PDF e così via...
Altre volte, invece, la presenza di barre degli strumenti indesiderate è dovuta ad oggetti BHO maligni (rif. gruppo "O2").
Anche in questo caso è bene verificare agli URL indicati al gruppo "O2", se trattasi di componenti benigni o meno (in tal caso è necessario far uso del pulsante
Fix).
Gruppo O4. Riporta tutti i programmi avviati automaticamente ad ogni ingresso in Windows. Quelle che seguono sono le chiavi del registro di sistema che HijackThis controlla:
HKLM\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion
\RunServicesOnce
\RunServices
\Run
\RunOnce
\RunOnceEx
\Policies\Explorer\Run
HKLM\Software\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\Winlogon\Userinit
HKCU\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion
\RunServicesOnce
\RunServices
\Run
\RunOnce
\Policies\Explorer\Run
Suggeriamo di verificare agli indirizzi http://sysinfo.org/startuplist.php
e http://computercops.biz/StartupList.html
se i vari eseguibili elencati nel gruppo O4 siano maligni o meno (ricordiamo che il sito contrassegna con una "X" i componenti dannosi da eliminare immediatamente).
Alcuni esempi di componenti benigni:
O4 - HKLM\..\Run: [NvCplDaemon] RUNDLL32.EXE C:\WINDOWS\system32\NvCpl.dll,NvStartup (schede
nVidia)
O4 - HKLM\..\Run: [CARPService] carpserv.exe (modem interni)
O4 - HKLM\..\Run: [NeroFilterCheck] C:\WINDOWS\system32\NeroCheck.exe (Nero Burning Rom)
O4 - HKLM\..\Run: [CloneCDTray] "C:\CloneCD\CloneCDTray.exe" /s
(CloneCD)
O4 - HKLM\..\Run: [Outpost Firewall] C:\Outpost Firewall\outpost.exe /waitservice
(Outpost Firewall)
O4 - HKLM\..\Run: [AVG7_CC] C:\AVG7\avgcc.exe /STARTUP (AVG Antivirus)
O4 - HKLM\..\Run: [AVG7_EMC] C:\AVG7\avgemc.exe (AVG Antivirus)
O4 - HKCU\..\Run: [NvMediaCenter] RUNDLL32.EXE C:\WINDOWS\system32\NVMCTRAY.DLL,NvTaskbarInit (schede
nVidia)
Alcuni esempi di componenti pericolosi:
O4 - HKLM\..\Run: [rn4d] C:\WINDOWS\System32\f0r0r\kolder.exe
C:\WINDOWS\System32\f0r0r\dirote.exe
O4 - HKLM\..\Run: [SearchUpgrader] C:\Programmi\Common files\SearchUpgrader\SearchUpgrader.exe
O4 - HKLM\..\Run: [notepad.exe] C:\WINDOWS\dllmanger.exe
O4 - HKLM\..\Run: [Notepad] notepad.exe
O4 - HKLM\..\Run: [msdev] msdev.exe
O4 - HKLM\..\Run: [Windows ServeAd] C:\Program Files\Windows ServeAd\WinServAd.exe
O4 - HKLM\..\Run: [Windows ControlAd] C:\Program Files\Windows ControlAd\WinCtlAd.exe
O4 - HKLM\..\Run: [nvsv32.exe] nvsv32.exe
O4 - HKLM\..\Run: [winmgr.exe] scvhost.exe
O4 - HKLM\..\Run: [dlite] dllmanager.exe
O4 - HKLM\..\Run: [DeskAd Service] C:\Program Files\DeskAd Service\DeskAdServ.exe
O4 - HKLM\..\Run: [Windows System Configuration] C:\WINDOWS\SYSCFG16.EXE
O4 - HKLM\..\Run: [Device] C:\WINDOWS\socks.exe
O4 - HKLM\..\Run: [Admanager Controller] C:\Program Files\Admanager
Controller\AdManCtl.exe
O4 - HKLM\..\Run: [eeuw] C:\WINDOWS\sbbwbme.exe
O4 - HKLM\..\Run: [IST Service] C:\Programmi\ISTsvc\istsvc.exe
O4 - HKLM\..\Run: [WebRebates0] "C:\Programmi\Web_Rebates\WebRebates0.exe"
O4 - HKLM\..\Run: [Microsoft Update] vpc32.exe
O4 - HKLM\..\Run: [sssasas] C:\WINDOWS\sssasas.exe
O4 - HKLM\..\RunServices: [Microsoft Update Configuration] WIN32SNC.exe
O4 - HKLM\..\RunServices: [Microsoft Update] snlogsvc.exe
O4 - HKLM\..\RunServices: [EnableDCOM] N
O4 - HKLM\..\RunServices: [Auto updat] crsrs.exe
O4 - HKLM\..\RunServices: [Notepad] notepad.exe
O4 - HKLM\..\RunServices: [msdev] msdev.exe
O4 - HKLM\..\RunServices: [nvsv32.exe] nvsv32.exe
O4 - HKLM\..\RunServices: [msrepair] msrepair.exe
O4 - HKLM\..\RunServices: [Windows Online Updater] dllman.exe
O4 - HKLM\..\RunServices: [winmgr.exe] scvhost.exe
O4 - HKLM\..\RunServices: [dlite] dllmanager.exe
Qualora ai link http://sysinfo.org/startuplist.php
e http://computercops.biz/StartupList.html
non doveste trovare risposte certe sui vari file presenti nel vostro gruppo O4, vi suggeriamo di effettuare una ricerca mirata in Rete tramite Google (
www.google.it ) e Google Groups! (
http://groups.google.it ) specificando come termine da cercare proprio il nome del file eseguibile
(es.: sssasas.exe ).
Gruppo O5. In condizioni normali, le "Opzioni Internet" di Internet Explorer sono accessibili dal Pannello di controllo di Windows. E' tuttavia possibile nascondere l'icona "Opzioni Internet" aggiungendo uno speciale parametro
(inetcpl=no) all'interno del file di configurazione control.ini, generalmente memorizzato nella cartella d'installazione di Windows.
A meno che la modifica non sia stata voluta da parte dell'amministratore del sistema, potrebbe essere stata causata da un'applicazione maligna che vuole rendere difficoltosa, per l'utente, la modifica delle impostazioni del browser. Per rimuovere questa restrizione, è sufficiente cliccare sul pulsante Fix di
HijackThis.
Gruppo O6. L'amministratore di sistema potrebbe avere bloccato la possibilità di modificare le impostazioni di Internet Explorer. Oppure, qualora l'utente abbia deciso di utilizzare le funzioni di SpyBot S&D che consentono di bloccare le impostazioni correnti del browser, HijackThis visualizzerà qualcosa di simile:
O6 - HKCU\Software\Policies\Microsoft\Internet Explorer\Restrictions present
O6 - HKCU\Software\Policies\Microsoft\Internet Explorer\Control Panel present
Se non è il vostro caso (l'amministratore di sistema non ha applicato restrizioni per impedire la modifica delle opzioni di Internet Explorer; non avete bloccato le impostazioni del browser con
SpyBot), è consigliabile servirsi del pulsante Fix di HijackThis: queste modifiche potrebbero essere state infatti effettuate da
spyware/malware per rendere problematici interventi risolutori da parte dell'utente.
Gruppo O7. Windows mette a disposizione una particolare impostazione che permette di disabilitare l'accesso al registro di sistema. Qualora HijackThis dovesse mostrare la riga O7 -
HKCU\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Policies\System,
DisableRegedit=1 e né voi né l'amministratore di sistema avete applicato restrizioni di accesso al registro di sistema, il consiglio è, anche in questo caso, quello di premere il pulsante
Fix.
Gruppo O8. Il menù contestuale è quello che compare facendo clic con il tasto destro del mouse in Internet Explorer. Installando molte applicazioni che si integrano con il browser di casa Microsoft, potreste trovare un gruppo "O8" molto popoloso. Gran parte degli elementi facenti parte di questo gruppo sono "benigni". Ecco alcuni esempi:
O8 - Extra context menu item: &Google Search - res://C:\Programmi\Google\GoogleToolbar1.dll/cmsearch.html
O8 - Extra context menu item: Collegamenti a ritroso - res://C:\Programmi\Google\GoogleToolbar1.dll/cmbacklinks.html
O8 - Extra context menu item: E&sporta in Microsoft Excel -
res://C:\MICROS~1\Office10\EXCEL.EXE/3000
O8 - Extra context menu item: Pagine simili - res://C:\Programmi\Google\GoogleToolbar1.dll/cmsimilar.html
O8 - Extra context menu item: Scarica con Download &Express - C:\Download Express\Add_Url.htm
O8 - Extra context menu item: Versione cache della pagina -
res://C:\Programmi\Google\GoogleToolbar1.dll/cmcache.html
Come si vede, alcuni elementi che compaiono nel menù contestuale, in questo caso, si riferiscono alla toolbar di Google - da noi installata -, alla funzione "Esporta in Microsoft Excel" di Office o a quella che permette il prelievo di un file con il
"download manager" Download Express...
Se all'interno del gruppo "O8", però, alcuni elementi vi sono del tutto sconosciuti ed anzi, risultano sospetti, è possibile che siano parte integrante di spyware e malware da rimuovere subito mediante la pressione del pulsante Fix di
HijackThis.
Gruppo O9. Qui vengono inseriti da HijackThis tutti gli elementi che non sono forniti "di serie" con Internet Explorer e che sono stati aggiunti nella barra degli strumenti del browser oppure nel suo menù "Strumenti". Anche in questo caso, alcuni elementi possono essere riconducibili a plug-in assolutamente "benigni" mentre altri possono far capo a pericolosi
malware.
Alcuni esempi di elementi "inoffensivi":
O9 - Extra button: Messenger (HKLM)
O9 - Extra 'Tools' menuitem: Messenger (HKLM)
O9 - Extra button: AIM (HKLM)
Se tuttavia, anche qui, alcuni elementi vi sono del tutto sconosciuti ed anzi, risultano sospetti, è possibile che siano parte integrante di spyware e malware da rimuovere subito mediante la pressione del pulsante Fix di
HijackThis.
Gruppo O10. Tutti gli elementi raggruppati in "O10" sono solitamente maligni
(Winsock hijackers altrimenti conosciuti con l'acronimo LSP, Layered Service
Providers). Tuttavia, in questo caso, è bene procedere con estrema cautela se non si vogliono danneggiare i componenti software di Windows che gestiscono la connessione Internet. Gli LSP permettono di concatenare un componente software con le librerie Winsock 2 (responsabili della gestione della connessione Internet) di Windows. Ogni volta che ci si connette ad Internet, tutto il traffico di rete che passa per
Winsock, attraversa anche gli LSP. Spyware, hijackers e malware, sfruttano gli LSP per "spiare" indisturbati tutto il vostro traffico di rete (i.e. registrano tutto ciò che fate in Rete).
L'uso del pulsante Fix di HijackThis, per gli elementi del gruppo O10 è assolutamente sconsigliato.
Per rimuovere i componenti maligni del gruppo O10 è necessario servirsi dell'ultima versione di SpyBot S&D disponibile, assicurandosi di aggiornarla tramite la funzione Cerca aggiornamenti, Scarica aggiornamenti integrata nel software.
In alternativa, è possibile usare il programma LSPfix, distribuito da
Cexx.org:
http://www.cexx.org/lspfix.htm
Nel gruppo O10 potreste vedere anche componenti di software antivirus: in questo caso, non preoccupatevi assolutamente! Ciò può essere del tutto normale se il vostro antivirus opera a livello
Winsock.
Gruppo O11. HijackThis inserisce in questo gruppo tutti gli eventuali elementi aggiuntivi inseriti da software di terze parti nella scheda Avanzate di Internet Explorer (Strumenti, Opzioni Internet...).
Facendo riferimento a quanto dichiarato dagli sviluppatori di HijackThis, al momento, l'unico hijackers che aggiunge un proprio elemento nella scheda Avanzate sarebbe il solo
"CommonName":
O11 - Options group: [CommonName] CommonName
Gli elementi di questo gruppo vengono inseriti nel registro di sistema nella chiave seguente:
HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Internet Explorer\AdvancedOptions
Gruppo O12. Di solito gli elementi qui contenuti sono benigni. Si tratta di
"plug-in" installati da applicazioni sviluppate da terze parti per estendere le funzionalità di Internet Explorer. Ecco alcuni esempi di elementi normali:
O12 - for Plugin spop: C:\Programmi\Internet Explorer\Plugins\NPDocBox.dll
O12 - for Plugin PDF: C:\Programmi\Internet Explorer\Plugins\nppdf32.dll
In ogni caso è preferibile fare qualche ricerca in Rete, con Google, per verificare l'identità di ogni file classificato come appartenente a questo gruppo.
Solo "OnFlow" aggiunge una entry (.ofb) da eliminare mediante la pressione di
Fix.
Gruppo O13. Internet Explorer default prefix hijack. Il "prefisso di
default" è un'impostazione di Windows che stabilisce il modo con cui vengono trattati gli indirizzi Internet
(URL) non preceduti dall'identificativo del protocollo da usare (es.: http://, ftp://, e così via).
Per default, Windows antepone il prefisso http:// a tutti gli indirizzi specificati dall'utente.
Il prefisso predefinito (http://) può essere modificato con un semplice intervento sul registro di sistema.
Il diffusissimo hijacker "CoolWebSearch" modifica il prefisso di default sostituendolo con
http://ehttp.cc/? .
Ciò significa che non appena digitate solo www.google.com sul browser, verrete ridirezionati su
http://ehttp.cc/?www.google.com
, sito web di riferimento del componente maligno "CoolWebSearch".
Alcuni esempi di elementi maligni del gruppo O13 inseriti da CoolWebSearch o da altri
malware:
O13 - WWW. Prefix: http://ehttp.cc/?
O13 - DefaultPrefix: http://www.pixpox.com/cgi-bin/click.pl?url=
O13 - WWW Prefix: http://prolivation.com/cgi-bin/r.cgi?
Prima di usare il pulsante Fix, il consiglio è quello di tentare una rimozione di tutte le varianti di CoolWebSearch oggi conosciute servendovi del software gratutio
CWShredder, scaricabile dalla pagina seguente:
http://www.ilsoftware.it/querydl.asp?ID=750
Dopo la rimozione di CoolWebSearch tramite l'uso di CWShredder, rieseguite nuovamente HijackThis ed eliminate le eventuali voci rimaste nel gruppo O13 con il pulsante
Fix.
Gruppo O14. Sul personal computer è memorizzato un file che Internet Explorer utilizza per
"resettare" tutte le sue impostazioni ai valori predefiniti configurati al momento dell'installazione di Windows. Il file si chiama
\windows\inf\iereset.inf e contiene tutti i parametri che verranno ripristinati in caso di "reset" del browser. Molti componenti maligni modificano il file iereset.inf in modo tale che, qualora tentiate di ripristinare le impostazioni iniziali del browser, Internet Explorer leggerà tutti i parametri impostati dal malware nel file di configurazione! Ecco un esempio:
O14 - IERESET.INF: START_PAGE_URL= http://www.searchalot.com
Usate il pulsante Fix per risolvere il problema.
Gruppo O15. Avviate Internet Explorer quindi cliccate sul menù Strumenti, Opzioni Internet… quindi sulla scheda Protezione: come molti lettori sapranno, il browser di casa Microsoft gestisce in modo differente le risorse provenienti dalla Rete Internet
(cliccando sull’icona Internet è possibile verificare come il livello di sicurezza sia impostato – in modo predefinito – su “Media”) e quelle memorizzate sulla Intranet locale (livello di protezione regolato su “Medio-basso”).
L’uso del solo browser, così configurato, può facilitare l’insediamento di pericolosi malware sul personal computer. Chi sviluppa questi dannosi “programmini”, conosce molti espedienti (facilmente reperibili anche in Rete, facendo qualche ricerca) per far credere ad Internet Explorer che i loro “pupilli” facciano parte della Intranet locale o, peggio ancora, dell’area Risorse del computer. Ma perché i malware si sforzano di apparire come programmi appartenenti all’area della Intranet locale? Perché, come detto, il livello di sicurezza impostato per queste due aree è medio-basso o basso: ciò significa che componenti attivi come ActiveX e Java hanno la possibilità di effettuare interventi sul sistema senza restrizioni.
Per difendersi le soluzioni applicabili sono essenzialmente tre (che possono essere comunque combinate tra loro):
- disabilitare in Internet Explorer l’esecuzione di controlli ActiveX, applet Java, Visual Basic Script
- installare un “personal firewall” in grado di monitorare e filtrare i contenuti web potenzialmente pericolosi
- abbandonare Internet Explorer e passare ad un browser web “alternativo”
Per disabilitare, in Internet Explorer, l’esecuzione di componenti potenzialmente dannosi, è sufficiente impostare su Alto il livello di protezione per tutte le aree. In questo modo, il browser sarà al riparo. Come regola generale, è bene mantenere sempre disattivati ActiveX e Java, abilitandoli eventualmente solo ed esclusivamente nel caso in cui si stia visitando un sito assolutamente affidabile.
A meno che non si siano specificati manualmente siti attendibili od indirizzi IP specifici, è bene premere il pulsante Fix per tutte le voci appartenenti a questo gruppo.
Gruppo O16. Questa sezione contiene la lista degli oggetti ActiveX prelevati (altrimenti conosciuti come
"Downloaded Program Files"). Un oggetto ActiveX è un programma sviluppato con tecnologia Microsoft che permette di estendere le funzionalità del browser aggiungendo nuove possibilità. Gli ActiveX sono abbondantemente utilizzati da malware per far danni sul personal computer, molti spyware ne fanno uso e i dialer ricorrono a questa tecnologia per insediarsi sul sistema dell’utente. Gli
ActiveX, nelle versioni più recenti di Internet Explorer, si presentano con un avviso di protezione che compare durante la “navigazione” in un sito web; nelle versioni più vecchie – non adeguatamente aggiornate e “patchate” – gli ActiveX possono essere anche scaricati ed eseguiti automaticamente con i pericoli che ne conseguono.
Ecco qualche esempio di ActiveX "benigni":
O16 - DPF: Yahoo! Chat - http://us.chat1.yimg.com/us.yimg.com/i/chat/applet/c381/chat.cab
O16 - DPF: {D27CDB6E-AE6D-11CF-96B8-444553540000} (Shockwave Flash Object) -
http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab
O16 - DPF: {11260943-421B-11D0-8EAC-0000C07D88CF} (iPix ActiveX Control) -
http://www.ipix.com/download/ipixx.cab
Se in lista vedete nomi od indirizzi che non conoscete, suggeriamo di fare una ricerca con Google in proposito in modo da saperne di più. Come regola generale, è bene eliminare immediatamente (pulsante
Fix) gli ActiveX contenenti i termini sex, porn, dialer, free, casino,
adult. Ecco un esempio:
O16 - DPF: {12398DD6-40AA-4C40-AEC-A42CFC0DE797} (Installer Class) - http://www.xxxto*lbar.com/ist/softwares/v4.0/0006_regular.cab
Gruppo O17. Domain hacks. Alcuni hijackers modificano, con un intervento sul registro di sistema, il server DNS predefinito sostituendo quello da voi scelto con uno proprietario. In questo modo, qualunque URL digitiate nel browser, il DNS
dell'hijackers può ridirezionarvi verso il sito che crede.
Se nel gruppo O17 non riconoscete IP appartenenti alla vostra rete locale o comunque alla vostra azienda, servitevi del pulsante Fix di
HijackThis.
Gruppo O18. Agendo su alcune chiavi contenute nel registro di Windows, un malware può modificare i driver standard che vengono usati dal sistema operativo per la gestione dei vari servizi di rete. Sostituendoli con i propri, un malware può così assumere il controllo sulle modalità con le quali il vostro sistema invia e riceve informazioni in Rete.
I componenti maligni che più comunemente si servono di questi espedienti (gruppo O18) sono
CoolWebSearch, Lop.com e Related Links.
Suggeriamo di fare delle ricerche in Rete, con Google, per verificare la "bontà" dei vari file presenti in O18. Segnaliamo anche la pagina
http://www.fbeej.dk/O18s.htm
contenente un ottimo database relativo a questa sezione di HijackThis.
Gruppo O19. Style sheet hijacking. Gli "style sheets" o fogli di stile consentono di impostare una sorta di modello per la visualizzazione di una pagina web. Un foglio di stile contiene informazioni sui colori da usare in una pagina
html, sulle fonti di carattere scelte, sull'allineamento del testo e così via.
Alcuni malware modificano il foglio di stile sviluppato specificamente per le persone diversamente abili causando la comparsa di numerose finestre popup ed un drastico calo delle performance durante la navigazione in Rete.
Gli elementi che compaiono nel gruppo O19 sono generalmente eliminabili (Fix) senza problemi. HijackThis non elimina i file presenti in questo gruppo, una volta cliccato sul pulsante
Fix: è consigliabile riavviare il sistema in modalità provvisoria ed eliminare i file manualmente.
Gruppo O20. La stringa AppInit_DLLs contenuta nel registro di sistema, può contenere una lista di librerie DLL che devono essere inzializzate all'avvio di Windows. Alcuni malware sfruttano questa possibilità per caricare, ad ogni avvio del sistema, le proprie pericolose librerie.
Sono ben pochi i programmi "legittimi" che usano AppInit_DLLs e che quindi possono comparire nel gruppo O20 di
HijackThis.
Se il gruppo O20 contiene uno o più elementi suggeriamo di effettuare una ricerca in Rete con Google tesa ad appurare l'identità di ciascun file. Ottimo il database pubblicato all'indirizzo
http://www.fbeej.dk/NewHJTEntries.htm
Dopo aver eliminato gli elementi sospetti con il pulsante Fix, suggeriamo di riavviare il sistema in modalità provvisoria e di cancellare i file manualmente perché HijackThis non è in questo caso in grado di procedere alla loro eliminazione.
Gruppo O21. In quest'area vengono raggruppati i file inizializzati ad ogni avvio di Windows mediante l'uso della chiave ShellServiceObjectDelayLoad del registro di sistema.
HijackThis è a conoscenza dei componenti "benigni" che fanno uso della chiave
ShellServiceObjectDelayLoad: tali elementi non vengono visualizzati nel gruppo O21.
Se HijackThis mostra uno o più elementi all'interno della sezione O21 è quindi altamente probabile che si tratti di componenti pericolosi. Un ottimo database è pubblicato all'indirizzo
http://www.fbeej.dk/NewHJTEntries.htm
Gruppo O22. Questa sezione mostra l'elenco dei file caricati ad ogni ingresso in Windows mediante il valore SharedTaskScheduler del registro di sistema. Alcune varianti di CoolWebSearch utilizzano questo espediente per
"autoeseguirsi" all'avvio del sistema operativo.
Agite comunque con estrema cautela nel rimuovere gli elementi visualizzati nella sezione O22 di HijackThis perché molti di essi possono essere assolutamente necessari per il corretto funzionamento del sistema. Suggeriamo di effettuare ricerche tramite Google per stabilire se ciascun elemento sia da considerarsi nocivo o meno. E' possibile trovare molte informazioni in merito all'indirizzo seguente:
http://www.fbeej.dk/NewHJTEntries.htm
Gruppo O23. La sezione O23 di HijackThis mostra la lista dei servizi di sistema (Windows
NT/2000/XP/2003) che il programma non conosce. Gran parte di essi sono servizi installati da parte di applicazioni assolutamente benigne: software antivirus,
firewall, utility di terze parti vengono spesso configurate come servizi di Windows (automaticamente eseguiti ad ogni avvio del sistema operativo).
Prima di eliminare elementi visualizzati nel gruppo O23, quindi, è bene informarsi sul significato e sulla natura degli stessi. In caso contrario, infatti, alcune applicazioni da voi installate potrebbero non funzionare più od evidenziare problemi di stabilità.
In prima istanza, verificate le proprietà dei vari file (da Risorse del computer) indicati in O23 in modo da ottenere il maggior numero di dati possibili sul produttore. Se non riuscite a reperire alcuna informazione utile oppure se quanto trovato non vi convince, anche in questo caso, provate ad effettuare una ricerca in merito con
Google.
Il pulsante Fix di HijackThis disabilita l'avvio automatico per il servizio selezionato, ferma il servizio stesso e richiede all'utente di riavviare il personal computer.
HijackThis, però, non elimina "fisicamente" il servizio.
Un servizio collegabile all'azione di un software malware deve poi essere successivamente eliminato in modo manuale servendosi del comando seguente (da inserire al Prompt dei comandi DOS):
sc delete nome_del_servizio
ove nome_del_servizio va sostituito con il nome del servizio che si intende eliminare definitivamente dal proprio sistema.
Ottimi database relativi alla sezione O23 di HijackThis sono consultabili agli indirizzi seguenti:
http://www.fbeej.dk/O23s.htm
http://www.antispyware.nextdesigns.net/023l.php
In conclusione, appare chiaro come l'uso di HijackThis consenta di risolvere brillantemente qualsiasi problema derivante dall'insediamento di
spyware, hijackers o malware sul proprio sistema. Il programma, tuttavia, deve essere utilizzato solo se si è assolutamente sicuri di ciò che si sta facendo: l'eliminazione avventata di alcuni elementi può infatti causare problemi di stabilità o malfunzionamenti relativamente al sistema operativo ad alle applicazioni installate.
Se non siete certi di ciò che state facendo, è preferibile - in primo luogo - cercare informazioni in Rete tramite Google ed eventualmente chiedere il parere di utenti più esperti.
Prudenza.
HijackThis, infatti, mette a disposizione un’utile funzione che consente di salvare ed esportare sotto forma di file di log (è un normale file di testo) le informazioni reperite sul vostro sistema. Gli utenti che se ne intendono meno possono per esempio inviare tali informazioni in forum e newsgroup specializzati sulle tematiche di sicurezza. L’importante (come sottolinea anche il messaggio d’allerta visualizzato al primo avvio di
HijackThis) è non cancellare per nessun motivo gli elementi dei quali non si conosce l’esatto significato. In caso contrario si rischierebbe di causare danni più o meno gravi al sistema operativo. In caso di dubbi chiedete sempre lumi a chi ne sa più di voi. Potete chiedere aiuto all’interno dei forum elencati nella pagina ufficiale di
HijackThis, sul newsgroup it.comp.sicurezza.windows |
W2k
Usare la Recovery Console quando Windows non si avvia...
di Michele Nasi
Con Windows 2000, Microsoft ha introdotto una nuova modalità di avvio chiamata Recovery Console o Console di ripristino. Si tratta di un sistema che permette agli utenti più evoluti, in particolar modo agli amministratori di rete, di compiere delle operazioni di recupero dati o di risolvere problematiche del sistema operativo a basso livello. Dopo l'installazione della Recovery Console è possibile avviare il sistema in un ambiente speciale che offre l'accesso a tutte le partizioni FAT16, FAT32 e NTFS insieme con una serie di utilità e comandi che consentono di compiere operazioni di
system-recovery.
Come anticipato, per per utilizzare la Recovery Console in Windows 2000, è necessario installarla manualmente. Per far ciò scegliete Start , Esegui... quindi digitate quanto segue:
X:\i386\winnt32.exe /CMDCONS
Sostituite opportunamente X: con la lettera identificativa associata al lettore CD ROM all'interno del quale provvederete ad inserire il CD di installazione di Windows 2000.
Verrà, a questo punto, visualizzata una finestra di dialogo Windows che informerà l'utente circa l'installazione della Recovery Console: dopo aver fatto clic sul pulsante OK, la procedura copierà i file componenti la Recovery Console
sul disco fisso (circa 7 MB) in una cartella nascosta denominata \CMDCONS che verrà collocata nella directory radice della partizione di avvio.
Al riavvio successivo del sistema il menù di avvio di Windows (boot
loader) conterrà una nuova opzione (Microsoft Windows 2000 Recovery Console). Quando tale opzione viene selezionata, il sistema operativo offre una breve opportunità di premere il tasto F6 per caricare un driver SCSI o RAID di terze parti (questa opzione è necessaria quando la Recovery Console non è in grado di rilevare correttamente la configurazione del controller del disco).
A questo punto si accederà ad una modalità testuale che richiederà di effettuare il logon su un'installazione Windows 2000. In questo modo è possibile addirittura effettuare operazioni di system-recovery anche in configurazioni ad
avvio multiplo. Dopo aver selezionato l'installazione Windows 2000 alla quale si desidera accedere, verrà richiesta la password dell'amministratore per garantire l'accesso.
La Recovery Console offre, quindi, diverse possibilità. La prima è certamente l'opportunità di accesso, da riga di comando, anche a partizioni
NTFS. Tale operazione era tabù con i normali dischetti di avvio MS DOS a meno che non si provvedeva ad adottare utilità sviluppate da terze parti come
NTFSDOS.
L'uso della Recovery Console è poi estremamente comodo quando Windows 2000 rifiuta di avviarsi e serve un accesso rapido al file system in modo da verificare quindi risolvere il problema.
Ovviamente tutti auspichiamo di non dover mai utilizzare la Recovery Console di Windows 2000, purtuttavia è bene, per chi è un pò più smaliziato e ha voglia di guardare avanti, imparare a conoscerla: si tratta di uno strumento eccellente
perché permette di eseguire un nugolo di comandi a basso livello che, nella maggior parte dei casi, se utilizzati correttamente, permettono di risolvere qualunque problema.
Quali sono gli scenari in cui Windows 2000, solitamente, rifiuta di avviarsi?
Eccone un elenco sommario che tuttavia abbraccia la stragrande maggioranza dei problemi che si possono presentare:
- Danneggiamento o cancellazione di un file di sistema strettamente necessario per l'avvio (per esempio, alcuni file-chiave del registro di sistema di Windows 2000,
ntoskrnl.exe, ntdetect.com, hal.dll, boot.ini).
- Installazione di un servizio o driver incompatibile o difettoso, oppure danneggiamento o cancellazione di un servizio o driver cruciale.
- Guasto o danneggiamento del disco o del file system, tra cui i danni alle strutture di directory, al MBR (Master Boot Record) e al settore di avvio di Windows 2000 o NT.
- Dati non validi nel registro di sistema di Windows 2000
- Permessi errati o troppo restrittivi sulla cartella \%systemroot% (di solito
\WINNT).
La Recovery Console comprende infatti vari comandi che possono risultare particolarmente utili per riparare un disco danneggiato dall'esterno di Windows 2000. Citiamo, ad esempio,
CHKDSK, l'omonimo del comando DOS presente anche in Windows 9x.
Oltre a CHKDSK, altri comandi utili per la riparazione dei dischi sono FIXMBR e
FIXBOOT.
Come FDISK /MBR di Windows 9x, FIXMBR sostituisce con una copia "pulita" il MBR del disco primario. In questo modo è possibile risolvere le problematiche connesse al Master Boot Record
(MBR) quando questo è stato danneggiato od infettato da parte di un virus.
FIXBOOT permette, invece, di riparare il settore di avvio di Windows 2000 se è danneggiato oppure è stato
sovrascritto. Si tratta di una situazione piuttosto comune quando si installa un nuovo sistema operativo che comporta la perdita del
boot loader di Windows 2000 che compariva ad ogni accensione del personal computer.
Da ultimo, citiamo anche DISKPART, un'utility per la gestione del disco simile a quella offerta dal Setup di Windows 2000. Può essere usata per operazioni di base di gestione dei dischi, come l'aggiunta o l'eliminazione di partizioni.
Tra gli altri comandi utili offerti dalla Recovery Console ci sembra utile ricordare
LISTSVC, DISABLE ed ENABLE che permettono, rispettivamente, di elencare, disattivare e attivare i driver e i servizi di sistema.
L'uso di questi comandi si rivela di vitale importanza quando il problema che impedisce il corretto avvio di Windows 2000 è un problema collegato a driver o servizi di sistema difettosi.
Tenete presente che, per uscite dalla Recovery Console e riavviare il sistema è necessario digitare il comando EXIT seguito dalla pressione del tasto Invio.
Prossimamente ci misureremo con problemi specifici che la Recovery Console è in grado di risolvere presentandovi le soluzioni passo-passo che possono essere adottate.
Vogliamo sottolineare che l'utilizzo dei comandi della Recovery Console è destinato agli utenti più esperti. Ogni operazione va effettuata con cognizione di causa in modo da evitare danni più gravi. |
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